La cronaca e i miei ricordi.

La notizia.
Treviso, un odioso episodio di razzismo. Vittima un timido dodicenne di prima media, napoletano.  I compagni di scuola – racconta sua madre – lo sbeffeggiavano, intonando canzoni contro i napoletani (forse quei cori che canta anche un eurodeputato leghista), disinfettavano le penne che lui toccava e lo emarginavano durante le attività scolastiche e ricreative. Quando la mamma ha provato a far presente la situazione alle insegnanti della scuola – un istituto del centro di Treviso – si sarebbe sentita rispondere che era il suo ragazzo ad essere “problematico”, anche se alle elementari era andato sempre bene a scuola. Quest’anno invece Antonio è stato bocciato!

Di fronte ad episodi come questo, io vengo assalita dai ricordi. Ho frequentato infatti i tre anni di scuola media a Milano a centinaia di kilometri di distanza dalla mia famiglia… Mio padre voleva per la primogenita una formazione di qualità.  Tralascio lo strazio provato nel vedermi allontanare da tutto il mio mondo, da mia madre prima di tutto, da mio padre, dalle mie due sorelline e dal mio unico fratellino. Dalle compagne di scuola, dal mio paese (anche quello conta), lontana dalle stanze familiari della mia grande casa.

Ritrovarmi a soli 11 anni sola e spaesata in una città sconosciuta, in un collegio di suore, senza spazi privati, tra compagne settentrionali che inconsapevolmente mi guardavano come se fossi un’aliena (solo all’inizio, però).
Non conoscevano nulla del sud, se non una serie di luoghi comuni. Anche tra di loro c’erano quelle che non mi ‘amavano’, che mi tenevano un po’ a distanza, ma il tempo trascorso insieme, giorno dopo giorno, ha aiutato tutte (suore comprese) a capire che non ero di un’altra razza…

Allora (erano i primi anni ’60) la Lega non c’era, ma i razzisti sì, quelli c’erano eccome. Però si vergognavano, cercavano in tutti i modi di camuffarsi. Questo lo ricordo bene, perchè si vedevano le differenze tra chi era capace di disponibilità e accoglienza e chi rimaneva distante o indifferente. Secondo me, la diffusione della Lega Nord ha sdoganato i razzisti underground, ben felici di non doversi più nascondere. Il resto è storia d’Italia (e non di Padania).

Di fronte ad una notizia come questa, mi chiedo quali discorsi ascoltino in famiglia i compagni di Antonio, il ragazzino napoletano, quali comportamenti vedono da parte degli adulti…
Che letture fanno e che trasmissioni vedono in TV? Forse bisognerebbe conoscere meglio la storia per esprimere un’opinione non superficiale.

Io a scuola vedo che a volte ragazzi e ragazze emarginano persino compagni della loro stessa città, che provengono da quartieri di periferia o dalla città vecchia. Penso che docenti (e famiglie, naturalmente) abbiano la responsabilità di formare dei ragazzi che siano cittadini aperti al mondo, colti, accoglienti ed equilibrati di fronte alle mille diversità della vita. I popoli migrano dall’inizio del mondo…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...