Mia madre amava il mare…

Dal momento in cui te ne sei andata, è come se fossi in apnea. Cammino, mi muovo, provo anche a sorridere ma mi sento come se ci fosse un’altra al posto mio. Io dentro sono ferma al momento in cui ti ho vista immobile, ormai inerte fra le mie braccia, ma finalmente in pace e libera dal mare di sofferenza che era ormai diventata la tua/nostra vita.

Che pena vedere quel tuo corpo invecchiato e crudelmente maltrattato dalla vita. Che sguardo triste e diffidente mi lanciavi quando ti dicevo che stavi bene (per i capelli o il colore di un pullover). Non ci credevi proprio!
Guardo ora la tua poltrona vuota e i pensieri si accavallano, riaffiorano ricordi dolorosi, quelli degli ultimi mesi: non riuscivi quasi più ad articolare parola, non camminavi e avevi difficoltà a deglutire, non sentivi da anni (questa forse la tua vera condanna), ti lamentavi ma parlava il tuo sguardo, parlavano i tuoi occhi. Impauriti quando capivi che dovevano sollevarti per portarti a letto, divertiti se vedevi Carlo che accennava qualche smorfia, teneri e sorridenti se apparivano le nipoti, innamorati (ma non sempre…) quando guardavi papà e gli mandavi i baci sulla punta delle dita.

Non sentirò più sulle mie guance quei tuoi bacetti leggeri leggeri, non avevi quasi più forza per muovere alcunchè… Da quanto tempo non uscivi di casa! Quanta voglia di rivedere il sole! Hai chiesto un giorno a Gabry quando potevi riprendere a camminare… Che tristezza!
Ma forse riuscivi a conservare dentro di te quel pizzico di speranza che ti dava la forza per sognare di uscire da quella prigione domestica. Chissà!

Eppure da troppo tempo non vedevi il mare che amavi tanto, quasi nulla ti dava più gioia, anche se ci aspettavi ogni giorno, ogni giorno volevi vederci lì da te.
Senza di te, cambia il mio paesaggio affettivo. Cercherò di ricordare di te tutto il possibile, scriverò solo per me di tanti momenti anche quelli della lontananza, perchè sei una parte importante di me e della mia stessa storia.
La tua assenza mi pesa già tanto, è una pena così profonda…

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