Il 28 marzo era il tuo compleanno

Quando l’ho scritto sul mio calendario, a inizio anno, non sapevo, non potevo sapere che lei non avrebbe più festeggiato con noi – come ogni anno – il suo compleanno.
Veramente ‘festeggiare’ è un verbo un po’ azzardato…
Tu ci guardavi parlare, ridere e scherzare senza sentire più una sola parola, ci guardavi con occhi interrogativi, spesso spaesati, sola con la tua sordità. E i nostri monosillabi non riuscivano a sintetizzare un bel nulla dei nostri discorsi… E il momento del pranzo era per te una croce in più!

Ora ti penso continuamente, penso a te e alle cose che ti piacevano:
adoravi il film (o il personaggio?) di My Fair Lady, ridevi di gusto quando vedevi Totò, riuscivi persino a cantare – anche negli ultimi difficilissimi tempi – il ritornello di una canzone che ti piaceva tanto: Paris Paris.

Ciao mamma, buon compleanno!

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