Il saluto della sera (in hospice)

Dopo un’intera giornata trascorsa insieme, arriva la sera e il viso ormai stanco non riesce ad abbozzare nemmeno un sorriso, il corpo è pesante e non risponde più. Capisco con una stretta al cuore che è il momento di andare per lasciar riposare (dormire no, è troppo difficile) mio padre che ora si trova in un hospice, una moderna struttura alle porte della mia città, molto confortevole e dotata di un’équipe multidisciplinare che lo cura con attenzione e gentilezza.


Purtuttavia, com’è triste il saluto della sera. Noi familiari possiamo stare con lui tutto il tempo che vogliamo, giorno e notte, ma arriva comunque il momento dei saluti, il giorno dopo bisogna essere al lavoro e dunque si torna a casa. Questa – nella foto – è la sua stanza, da cui riesce a vedere un po’ del verde degli alberi e l’azzurro del cielo. Io spero che presto riesca ad alzarsi almeno un po’.

Ieri ho trascorso con lui momenti belli, fatti più di sguardi che di parole, in un turbinio di pensieri. Quando la vita si avvia al traguardo, ci si disfa di tutti gli orpelli e ci si aggrappa alla sostanza delle relazioni affettive più vere.

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