Archivi del mese: maggio 2010

Dedicata a mia madre!

“Un tempo sono stata una ragazza ridente
che se ne andava con le sue risa
per tutta la città che le apparteneva.
……..
Ora,
sono un canto di pioggia e di nostalgia,
sono d’assenza”.

                                    Gioconda Belli

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Un bel ricordo, davvero!

Sto provando ad immaginare i miei genitori, insieme… e mi viene in mente un momento che non ho vissuto con loro, se non in modo indiretto. E c’è un oggetto che rimane come segno tangibile di un momento sicuramente bello della loro vita insieme, un modellino di veliero, regalo di mia madre a mio padre. Eccolo!


Lei è sempre stata innamorata di lui e un giorno vuole scegliere qualcosa da regalargli, un oggetto che gli piaccia davvero!
Sono a Riccione, in vacanza. Un pomeriggio passeggiano per i bei viali alberati e lei sbircia le vetrine dei negozi (quanto le piaceva “fare shopping”, come si dice ora). Nella sua vita ha sempre fatto tutto con lui, marito adorato e vigile “supervisore” che l’ha sempre protetta (talvolta anche un po’ troppo…).

Ricordo infatti che lei diceva di invidiarmi, perchè sapevo andare alla posta a fare un conto corrente, mi vedeva emancipata ed aveva qualche rimpianto.
Si è sempre sentita inadeguata (e questo pensiero mi fa molto male). A lei, così vivace ed aperta alle relazioni, non poteva certo bastare il regno dorato della sua pur grande casa!

Ricordo che in vacanza al mare nuotava leggera (quando stava bene), faceva delle lunghe passeggiate da sola sulla riva, era deliziosa! Le piaceva molto sedersi al bar per chiacchierare e vedere la gente che passava. Riesco quasi a vederla, ben vestita (ci teneva al suo aspetto), leggermente truccata con il suo ombretto azzurro, un tocco di fard e il rossetto che metteva sempre!

Dunque si trovano a Riccione e stanno passeggiando insieme, tranquilli e sereni. Chiacchierano e mentre guardano una vetrina lei intuisce (o forse glielo dice) che a papà piace molto un veliero. Decide allora di regalarglielo.
Ma vuole fargli una sorpresa, altrimenti che gusto c’è?
Dunque, studia un modo per uscire da sola (e per lei, è proprio un avvenimento) per andare a comprarlo. Ma non ha molti soldi nel portafoglio (non ne ha mai, per la verità…) ed allora li chiede a lui, con un pretesto qualsiasi. Ecco, ora può andare a comprare quel bel veliero.

La immagino in negozio, da sola, con un po’ d’ansia ma soddisfatta. Lo compra e poi con il suo bel regalo incartato, cammina per le vie di Riccione per ritornare a “Mon hotel”, l’albergo in cui hanno trascorso le loro vacanze estive. Non so se esiste ancora o se ha cambiato nome. Così immagino la mia mamma, con il batticuore ma felice mentre torna in albergo, nasconde il pacco per poi attendere il giorno giusto (il compleanno?) per fare il suo bel regalo a papà.
E il momento è arrivato!
Lo prende e – felice come una ragazza innamorata – lo guarda sorridendo mentre lui lo scarta, lo apre e… si commuovono tutti e due.

Dev’essere stato un gran bel momento, uno di quelli da non dimenticare se dopo anni continuavano a parlarne ancora e guardavano sorridendo quel veliero, che troneggiava in alto, nel soggiorno della loro ultima casetta!

Quel che resta di noi…

 Vecchie foto, piccoli e grandi oggetti un po’ particolari, qualche mobile.

Prima che tutto venga disperso, suddiviso tra noi figli. Ma di noi restano anche i ricordi, tanti ricordi, le ore trascorse insieme nei  lunghi pomeriggi, le conoscenze e le idee scambiate su ogni argomento, l’amore per noi e l’interesse per il futuro, il piacere sottile per le battute di spirito e quel sorriso indimenticabile.
Resta però anche l’immagine di un viso talvolta triste e un po’ rassegnato, l’immagine di un corpo che alla fine, ma solo alla fine, si è dovuto arrendere all’inevitabile!

Quanto mi manchi papà! Ed ora che anche mamma non c’è più, il vuoto della vostra assenza è un dolore fisico, l’insonnia, il pensiero fisso che non vi rivedrò mai più. In poco più di due mesi, vi ho persi entrambi, è troppo…

Primo maggio in lutto: mio padre non c’è più.

Hai resistito solo 70 giorni su questa terra senza mamma. Ed ora anche tu te ne sei andato, concludendo il tuo lungo viaggio oltre i cancelli della vita. Non leggerai più i miei post, che ti piaceva stampare, rileggere su carta e commentare insieme. Vederti al computer a 93 anni, navigare in internet ed inviare messaggi con la posta elettronica, era davvero uno spettacolo, non lo dimenticherò mai.
Quante conversazioni abbiamo fatto insieme, abbiamo parlato di mille argomenti, ricordavi cose incredibili…

Che bella eredità che mi lasci: una mente aperta e curiosa, laica fino all’ultimo istante di vita, uno stile sobrio ed elegante, una saggezza ed un’ironia, che ti facevano sfornare battute intelligenti che in tanti ci ripetiamo per non dimenticarle. Sei stato speciale, papà, un uomo non privo di difetti certo, ma senz’altro fuori dal comune, anche nella scelta finale di farti cremare…