Archivi del mese: settembre 2010

Libri dell’estate 2010

Non riesco a rimettere a posto dei libri che ho letto l’estate scorsa, continuo a tenerli sul comodino o sulla mia scrivania. Guardo le loro copertine, li riapro leggendo qua e là qualche pagina…

Uno di questi è “Con Hanka” di Jacques Le Goff, un libro “d’amore e di memoria, il tentativo – sono parole dell’autore – di far rivivere una donna, nell’individualità della persona e della sua esistenza”.
Ma è chiaro che lo storico vuole prolungare con la scrittura la sua stessa vita con una donna che ha amato profondamente. La bellezza del libro è nel tentativo (riuscito, secondo me) di scrivere una biografia umana, ma anche la storia di una coppia, inserita però in un contesto storico, anche se non fatto nulla di significativo dal punto di vista della ‘grande storia’.

Un altro libro che mi ha preso è “La scomparsa dell’alfabeto” di Milena Milani. Mi piace il fatto che la protagonista sia una donna anziana. Sa che sta per perdere la memoria, una cosa che mi terrorizza al solo pensarci, e decide quindi di raccontare la storia della sua vita, l’amore per la sua psicanalista, ad un amico psicologo, che giorno dopo giorno diventa testimone di una relazione pericolosa, una vera passione, travolgente e piena di rabbia.
Un libro bellissimo, una scrittura originale (tante volte ritornavo indietro per rileggere), perchè il romanzo si svolge su due livelli narrativi, uno ambientato nel presente, l’altro nel passato. E’ un viaggio nell’io più profondo, attravero i ricordi che la malattia sta per cancellare. Ma la parola li salverà, perchè i ricordi personali raccontati ad altri non muoiono.

Insieme a questi, ho letto anche “Paula” di Isabel Allende e “L’estranea” di Elisabetta Rasy.

Quanta compagnia mi hanno fatto questi bei libri! Mi hanno aiutato a staccarmi da terra, ad isolarmi dal resto del mondo, anche quando “il mondo” era una spiaggia affollata e rumorosa…

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Diario scolastico: primo giorno di lezione

Si parte a scartamento ridotto, come quei vecchi treni che un tempo percorrevano sbuffando le polverose strade ferrate del Sud. Gli studenti staranno a scuola un’ora in meno ogni giorno, per una settimana. Non le 30 ore a cui hanno diritto, ma soltanto 24. 
Motivazione ufficiale (per le famiglie): favorire una ripresa soft per i poveri ragazzi stanchi dopo le lunghe vacanze estive; la realtà – molto più prosaica – è che non ci sono fondi per pagare le supplenze. Allora, ecco l’escamotage (regolarmente approvato dal Consiglio di Istituto): le ore durano 50 minuti (in barba alle dichiarazioni roboanti della ministra), in modo che i docenti siano tenuti a recuperare (a favore della scuola, leggi: per le supplenze) quei 10 minuti che – sommati – diventano ore (a favore di classi, il cui docente è assente).
C’è chi mi dirà di non far storie, si tratta solo di una settimana. Ebbene, se volessi continuare, potrei anche dire che – sempre nella mia scuola – ci sono due ragazzi disabili (gravi) che dovrebbero essere seguiti da un insegnante di sostegno per 18 ore a settimana. Riceveranno soltanto 9 ore di sostegno su 30 settimanali. Provate ad immaginare la pena e la preoccupazione delle famiglie e di chi in classe deve cercare di favorire integrazione ed apprendimento (per tutti!).
Non la faccio lunga per ora, posso solo dire che sono indignata e preoccupata per tagli che colpiscono indistintamente, senza preoccuparsi di snidare le sacche in cui si nascondono gli sprechi? Perchè gli sprechi ci sono (e continuano ad esserci).