L’immagine di Sara e i volti dei miei alunni

Stamattina in classe, festeggiata con allegria e tanto affetto (per il mio compleanno) da ragazze e ragazzi delle ‘mie’ classi, non potevo fare a meno di guardare con simpatia i loro volti, le espressioni, i movimenti infantili e quegli sguardi tra loro complici. Li guardavo con dolcezza mista a un velo di tristezza.

Nella mia mente l’immagine dolcissima di Sara Scazzi, una ragazza appena 15enne piena di sogni, con tanta voglia di volare, desiderosa di amare ed essere amata. Una ragazza barbaramente uccisa dai familiari…

Se fossi la sua insegnante, non so come riuscirei a sopportare il dolore e l’angoscia di quel banco vuoto, mi sentirei catapultata in un enorme buco nero, buio e pauroso come un incubo, per il massacro a cui Sara è andata incontro in un pomeriggio d’estate come tanti.

Quando sto con i miei alunni e le mie alunne, mi sento dentro un supplemento di energia, di vita, di gioventù e non riesco nemmeno a pensare che possa succedere a loro qualcosa di così terribile! Oggi li guardavo mentre mi sorridevano e alla loro immagine di vitalità si sovrapponeva quella ormai senza vita di questa ragazzina.

Sento montare dentro di me uno sdegno incontenibile per la strage silenziosa di donne, vittime di violenza da parte di persone (soprattutto uomini) primitive rimaste all’età della pietra, pronte a ghermire una preda da distruggere ed abbandonare dopo l’uso…

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