Archivi del mese: dicembre 2011

The Poet

The Poet is another Noah…

Il poeta è un altro Noè
Passa la vita
a costruire un’arca di parole
che riempie di metafore e nuvole
la sua solitudine un albero maestro
ma si assicura
ci sia abbastanza silenzio
nello scheletro
così che l’acqua s’infiltri nella sua poesia
e affondi pian piano
finché non riposa
sul fondo del mare

Sinan Antoon, poeta iracheno-americano

Annunci

Il mondo di Facebook

Ci sono persone che – per principio (così dicono) – non si iscrivono a Facebook, visto come un mondo dove non si fa altro che perdere tempo, dove si ‘cazzeggia’ per usare un termine molto in voga.
Io invece sperimento ogni giorno la possibilità di rimanere in contatto con persone reali che conosco bene, persone che in alcuni momenti e talvolta tutte insieme fanno rete e mi circondano di affetto e di amicizia, sanno dire le parole giuste e mi fanno sentire meno sola!

Sta succedendo in questi giorni natalizi, con i commenti scritti ad una mia breve nota un po’ triste. E’ un Natale diverso dagli altri per me e sperimento da un mese a questa parte l’importanza delle parole, alcune me le terrò strette per i momenti ancora più difficili (che verranno, verranno…) e sono davvero grata a chi me le invia.

Sono ancora all’inizio di questa mia nuova avventura, che non so quanto durerà e come ne uscirò. Voglio bene a queste persone care, familiari ed amici, che sono così presenti nella mia (nuova) vita ed anche su Facebook!

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

Giuseppe Ungaretti

Sarà natale anche quest’anno…

Sì, scorre il tempo lento o veloce (dipende dallo stato d’animo) ed anche quest’anno la città, con un po’ di sforzo (crisi, governo Monti, tasse da pagare… speriamo!), si prepara a vivere questo natale. Molti commercianti per la verità hanno iniziato a riempire le loro vetrine fin dal tempo dei morti, ma queste sono le tristi leggi del marketing. Io non capisco e non mi adeguo, non le ho nemmeno guardate, erano brutte e troppo fuori tempo.

Ora invece anch’io da brava ho tirato fuori dal ripostiglio qualche decorazione: una ghirlanda per il mio pianerottolo, la capanna (che poi è un bellissimo tronco cavo d’albero in cartapesta), qualche pallina colorata, un cordone luminoso che rallegra il mio balcone.

Mi guardo intorno e vorrei provare un po’ di gioia, mi sforzo ma è difficile. Giorni come questi sono giorni di attesa, in collegio suonavano musiche dolci e tristi, quelle dell’avvento, appunto!

Stagioni, un piccolo libro

MI SONO RESA CONTO SEMPRE PIU’ CHE IL MODO
PIU’ PROFONDO PER ENTRARE IN UN ESSERE E’ ANCORA
DI ASCOLTARE LA SUA VOCE, DI COMPRENDERE
IL CANTO STESSO DI CUI E’ FATTO.

M. Yourcenar, Les yeux ouverts
_______________________

Non mi era mai capitato di scegliere il libro da leggere, di sfogliarlo e di tenerlo stretto tra le mani e di non riuscire ad iniziare, seguendo il ritmo ordinato delle pagine, che il suo autore ha costruito con pazienza, mettendo in fila pensieri, intrecciando connessioni, correggendo intere frasi o singole parole, sforbiciando virgole e punti tra le pagine.

Mi sta capitando con un volumetto che un pomeriggio del 2007 mi regalò mio padre. “Stagioni” di Mario Rigoni Stern, un librettino leggero, piacevole al tatto, che solo ora ho ripreso tra le mani. 
Vago tra le pagine, leggiucchio qui e là ed è come se lentamente capissi il perchè di questo dono inaspettato.
Vi si parla tra l’altro di esperienze paterne, come quella della guerra e del Lager, ma ci sono anche molti momenti poetici (“E’ profondo il silenzio della neve; quando cade, anche la notte diventa più silenziosa e dolcissimo il sonno. E’ diversa pure la luce….”), in cui questo caro vecchio autore di libri indimenticabili  parla dei silenzi della natura, della neve, delle persone familiari, dei ricordi di una vita, dando lo stesso spazio, la stessa dignità ad ogni frammento della memoria.

Non so quando riuscirò a superare le prime dolcissime pagine, che leggo e poi rileggo, mi fanno pensare ai nostri vecchi ma anche all’infanzia… la mia infanzia, quando anch’io imparavo canzoncine da ripetere, ascoltavo le fiabe che hanno popolato e nutrito il mio immaginario di bambina, imparavo a memoria versi poetici che non capivo bene. 

So che leggerò questo mio caro librettino, che mi riporta alla memoria papà che gira in libreria, talvolta seduto sui divanetti della Feltrinelli, in mezzo a giovani e donne, che poi talvolta mi descriveva. Non era infastidito dal movimento, era vita per lui…

Chiaro di luna, un po’ scuro, un po’ malinconico…

Chiaro di luna sulla spiaggia, un’opera di Munch.

 
Stasera mi ha colpito. Quando tempo fa mi è capitato di trovarmi di sera su una spiaggia al chiaro di luna, il paesaggio buio mi sembrava pieno di luce, m’incantavo a guardare il brillio dei riflessi argentati sulle acque scure,  insomma mi sentivo immersa in un’atmosfera un po’ romantica… 

Il chiaro di luna di Munch invece è un’altra cosa…  E’ scuro, malinconico. Quei sassi disseminati qua e là mi parlano di un sentimento di tristezza profonda, dura da sopportare. Ma la luce c’è e riesce ad illuminare una sera fredda, silenziosa, ma non troppo. Il mare fa sentire la sua voce, anche quando è calmo!

Inizia una nuova avventura

Il viaggio è già iniziato, la partenza è stata improvvisa, assolutamente imprevista. Com’è curiosa la vita, tu lì a far programmi, a pensare al futuro, pensi di avere tanto tempo davanti a te e lei ti tira giù, bruscamente, ad occuparti del presente. Sul mio desktop c’è ancora una cartella che raccoglie tutto ciò che avevo programmato qualche mese fa di fare, dal momento in cui sarei andata in pensione.
E invece… tutto per aria! Il mio percorso di vita si deve muovere verso una direzione diversa, che non avrei mai scelto, in un ‘viaggio’ che non ho deciso io di iniziare ma che devo assolutamente vivere. Non ho scelta!

Chi mi sta vicino e mi vuole bene cerca di camuffare le sue paure, ma ognuno sicuramente sarà invaso interiormente da pensieri poco piacevoli.
Io sto vivendo giorni sospesi, non mi nascondo il panico, la confusione da cui sono invasa, mista però ad una stranissima calma. Non mi sento condannata, non posso prendermela con nessuno, ma di domande me ne faccio tante e sto guardando il mondo, quello casalingo, familiare, e quello esterno, mi giunge il rumore che mi circonda e che contrasta con il silenzio profondo che è dentro di me.