Stagioni, un piccolo libro

MI SONO RESA CONTO SEMPRE PIU’ CHE IL MODO
PIU’ PROFONDO PER ENTRARE IN UN ESSERE E’ ANCORA
DI ASCOLTARE LA SUA VOCE, DI COMPRENDERE
IL CANTO STESSO DI CUI E’ FATTO.

M. Yourcenar, Les yeux ouverts
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Non mi era mai capitato di scegliere il libro da leggere, di sfogliarlo e di tenerlo stretto tra le mani e di non riuscire ad iniziare, seguendo il ritmo ordinato delle pagine, che il suo autore ha costruito con pazienza, mettendo in fila pensieri, intrecciando connessioni, correggendo intere frasi o singole parole, sforbiciando virgole e punti tra le pagine.

Mi sta capitando con un volumetto che un pomeriggio del 2007 mi regalò mio padre. “Stagioni” di Mario Rigoni Stern, un librettino leggero, piacevole al tatto, che solo ora ho ripreso tra le mani. 
Vago tra le pagine, leggiucchio qui e là ed è come se lentamente capissi il perchè di questo dono inaspettato.
Vi si parla tra l’altro di esperienze paterne, come quella della guerra e del Lager, ma ci sono anche molti momenti poetici (“E’ profondo il silenzio della neve; quando cade, anche la notte diventa più silenziosa e dolcissimo il sonno. E’ diversa pure la luce….”), in cui questo caro vecchio autore di libri indimenticabili  parla dei silenzi della natura, della neve, delle persone familiari, dei ricordi di una vita, dando lo stesso spazio, la stessa dignità ad ogni frammento della memoria.

Non so quando riuscirò a superare le prime dolcissime pagine, che leggo e poi rileggo, mi fanno pensare ai nostri vecchi ma anche all’infanzia… la mia infanzia, quando anch’io imparavo canzoncine da ripetere, ascoltavo le fiabe che hanno popolato e nutrito il mio immaginario di bambina, imparavo a memoria versi poetici che non capivo bene. 

So che leggerò questo mio caro librettino, che mi riporta alla memoria papà che gira in libreria, talvolta seduto sui divanetti della Feltrinelli, in mezzo a giovani e donne, che poi talvolta mi descriveva. Non era infastidito dal movimento, era vita per lui…

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2 risposte a “Stagioni, un piccolo libro

  1. stavolta mi hai fatto venire un’idea tu. immagina che bella una libreria in cui vengano esposti solo i libri che hanno una ‘recensione’ (un appunto, una riflessione, una citazione) firmata da lettori non professionali, ma appassionati. Uno entra e trova solo libri ‘accompagnati’ da un biglietto amico che fa da mediatore tra il cliente e i banchi, troppo spesso sommersi da libri che fanno fatica a mostrarsi per quello che valgono, singolarmente.

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    • Dai Giò, le idee sono belle perchè insieme non si sommano, ma si moltiplicano… Mi piacerebbe una libreria così, con una sua identità che non è solo quella del libraio ma anche della comunità dei suoi lettori. Potrebbero poi incontrarsi di tanto in tanto, con o senza gli autori dei libri recensiti.

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