La grande festa

Non si può leggere questo strano libro (che mi ha prestato Gabry) senza parteciparvi in prima persona, richiamando alla memoria pagina dopo pagina le persone care che ci hanno preceduto.

Non si può leggere questo libro così intimo senza farsi domande sul “dopo”, il “giardino dei pensieri lontani”, luogo magico e accogliente, come lo immagina Dacia Maraini, in cui i nostri amati morti, fatti leggeri e savi, camminano agili, riflettendo. E dove forse sarà la voce della poesia a tenere in movimento le menti. E le parole penderanno dai rami come frutti e si faranno canto mentre la lira di Orfeo riprenderà a suonare scendendo dal cielo stellato.

E’ così che termina il libro, mentre mi viene in mente mia madre distesa nel silenzio della sua casa e l’immagine dolcissima di mio suocero nel suo letto, circondato dall’amore dei suoi figli.
Scorrere le pagine è far rivivere passato e presente insieme, pensare al significato della morte e della vita, al legame forte che lega tra loro le persone che si amano e che sopravvive alla perdita e al tempo inesorabile. I morti – scrive Dacia – hanno qualcosa di profondo da dire ai vivi, si tratta di intenderli. Non sempre è facile, perchè il loro linguaggio è come il posto in cui abitano: isole sospese sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati.

Sono grata a questo libro, che mi ha emozionato profondamente e mi ha fatto riprendere la lettura che amo dopo un periodo difficile, in cui non riuscivo ad andare oltre l’incipit.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...