Archivi del mese: maggio 2012

Dedicato ad un’amica!

Quanta gioia può darti la semplice telefonata di una cara amica…

Anna è una ragazzona che – come me – ha quella che si dice “una certa età”. Si è avvicinata da poco al mondo dell’informatica, incominciando a smanettare con il computer, si è affacciata in punta di piedi sulla soglia di un social network ed ora – passo dopo passo – sta imparando i fondamentali.

Mi piace vedere e sentire una persona che non vuole fermarsi a ciò che già sa per continuare ad apprendere.

Stamattina mentre stavo parlando con lei al telefono, ripensavo a mio padre che ha voluto imparare  alla bella età di 89 anni ad usare la posta elettronica e internet. Era contento di comunicare con persone lontane in un click, amava leggere i quotidiani on line pur senza rinunciare alla sua copia cartacea, navigava in mille siti diversi fino all’uso dell’home banking!
Quante volte parlavo con lui degli argomenti che trattavo in questo mio blog.

Cara amica, tu non lo sai ma la tua telefonata mi ha regalato attimi di felicità, luminosi come questo bel sole primaverile!

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Com’è bello rivedere un ex-alunno!

Crescono i miei ex-alunni. 
Diventano donne e uomini anno dopo anno, camminano nel mondo cercando di trovare un loro spazio e talvolta (anzi, no, molto spesso) devono farsi largo a gomitate.

Ieri è venuto a trovarmi Giorgio, un bel ragazzone di 27 anni, che lavora e vive (per ora) al Nord.  Mi ha parlato del suo lavoro (era bello ascoltarlo!), un lavoro che gli piace molto ma era scoraggiato e stanco. Perchè lavora tantissimo ma poi non lo pagano e lui si ritrova senza un soldo in tasca!
E’ mortificante che un giovane in gamba come lui, che sta accumulando esperienze significative nel suo campo, debba ritrovarsi con le tasche vuote come un ragazzino, con in più un fitto,  le bollette da pagare e il desiderio di sentirsi finalmente autonomo.

Abbiamo chiacchierato delle difficoltà e della situazione generale, quando ad un certo punto mi ha fatto una domanda cruciale: Ma tu, pensi che ci sia una via d’uscita? 
Oddio, ed ora che cosa gli rispondo? E’ stato solo un attimo, ma l’ho guardato e non me la sono sentita di raccontargli favole. Non è più Giorgio, il ragazzino preadolescente di un tempo, che bisogna necessariamente incoraggiare. Gli ho risposto con sincerità che in questo momento non riesco purtroppo a vedere vie d’uscita, non vedo alcuna possibilità di risollevarci in tempi brevi, se tra l’altro i giovani come lui – i fortunati che lavorano – devono poi spendere le proprie energie anche nel rincorrere i clienti che fanno orecchie da mercante…

Quella italiana è una società bloccata, con una classe dirigente vecchia e senza passione che non intende fare un passo indietro, dove troppi mediocri continuano ad occupare i posti-chiave mentre le intelligenze dei giovani più competenti e coraggiosi sono di fatto costrette a guardare altrove, preferibilmente fuori dai nostri italici confini.
Come non essere pessimisti?