Com’è bello rivedere un ex-alunno!

Crescono i miei ex-alunni. 
Diventano donne e uomini anno dopo anno, camminano nel mondo cercando di trovare un loro spazio e talvolta (anzi, no, molto spesso) devono farsi largo a gomitate.

Ieri è venuto a trovarmi Giorgio, un bel ragazzone di 27 anni, che lavora e vive (per ora) al Nord.  Mi ha parlato del suo lavoro (era bello ascoltarlo!), un lavoro che gli piace molto ma era scoraggiato e stanco. Perchè lavora tantissimo ma poi non lo pagano e lui si ritrova senza un soldo in tasca!
E’ mortificante che un giovane in gamba come lui, che sta accumulando esperienze significative nel suo campo, debba ritrovarsi con le tasche vuote come un ragazzino, con in più un fitto,  le bollette da pagare e il desiderio di sentirsi finalmente autonomo.

Abbiamo chiacchierato delle difficoltà e della situazione generale, quando ad un certo punto mi ha fatto una domanda cruciale: Ma tu, pensi che ci sia una via d’uscita? 
Oddio, ed ora che cosa gli rispondo? E’ stato solo un attimo, ma l’ho guardato e non me la sono sentita di raccontargli favole. Non è più Giorgio, il ragazzino preadolescente di un tempo, che bisogna necessariamente incoraggiare. Gli ho risposto con sincerità che in questo momento non riesco purtroppo a vedere vie d’uscita, non vedo alcuna possibilità di risollevarci in tempi brevi, se tra l’altro i giovani come lui – i fortunati che lavorano – devono poi spendere le proprie energie anche nel rincorrere i clienti che fanno orecchie da mercante…

Quella italiana è una società bloccata, con una classe dirigente vecchia e senza passione che non intende fare un passo indietro, dove troppi mediocri continuano ad occupare i posti-chiave mentre le intelligenze dei giovani più competenti e coraggiosi sono di fatto costrette a guardare altrove, preferibilmente fuori dai nostri italici confini.
Come non essere pessimisti?

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2 risposte a “Com’è bello rivedere un ex-alunno!

  1. “Quella italiana è una società bloccata, con una classe dirigente vecchia e senza passione” : io ho imparato ad apprezzare la parola vecchio in Cina dove le loro comunità abbracciavano i loro vecchi perché portatori della Storia e della saggezza. Magari la classe dirigente fosse vecchia in tal senso!
    Ciò che manca è la passione politica senza se e senza ma, a prescindere dalle età; è la mancanza di sani principi e valori su cui costruire l’aggregazione; è la mancanza di rispetto e di onore verso chi ci ha consegnato in prestito la democrazia e la libertà all’indomani di una guerra che prodotto milioni di morti, all’indomanii di regimi fascisti e nazisti, in prestito perchè noi le rendessimo più forti, più allargate, più partecipate per riconsegnarle sempre in prestito alle nuove generazioni.
    Carlo

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  2. Prof! E noi quando ci vediamo??

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