Archivi del mese: luglio 2012

“Il vizio di parlare a me stessa”

Solo chi l’ha provata può capire la gioia profonda nell’avere tra le mani un libro bellissimo, un volume che raccoglie appunti, pensieri, ricordi, incontri, analisi e auto-analisi, pagine piene di tutto ciò che è vita con riflessioni improvvise che ti fulminano e ti fanno fermare con la testa per aria: “Che cos’è la vita – scrive Goliarda Sapienza (nella foto) – se non ti fermi un attimo a ripensarla?”.


Sto leggendo “Il vizio di parlare a me stessa”, un libro splendido che mi commuove, un regalo di mia sorella Gabriella, che sa come scegliere i libri. Li annusa, li esamina, li sfoglia e li legge qua e là, prima di decidere di acquistarli o regalarli. E’ una lettrice forte che si accorge quando ha tra le mani qualcosa che vale, ha un buon fiuto (qualità oggi sempre più difficile con le montagne di libri inutili scritti da chiunque…).

Con lentezza sto leggendo le pagine di questo libro con il piacere di godere di una scrittura di alto livello, mi fa compagnia con la sua bella copertina in questo periodo delicato e difficile, in cui ogni parola, ogni sguardo, ogni gesto ha una risonanza profonda dentro di me: “la vita – annota Goliarda – mi costringe a viverla… ho paura”.

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La (buona) notizia del giorno

Leggo i quotidiani ogni giorno, sempre meno e con fatica sempre maggiore. Pagine e pagine dedicate in modo martellante ai temi dell’economia, lo spread che non scende e la speculazione in agguato, la legge anti-corruzione che non fa passi avanti (chi si illude?), i partiti che con le stesse facce di sempre non riescono a disegnare un futuro per questa Italietta (il Pd che si divide anche sui diritti civili), nessuna intesa su una nuova legge elettorale.

Vado alla ricerca di buone notizie, di fatti che possano aprirmi il cuore all’ottimismo. Ma non è così facile.
 
Oggi finalmente leggo: “Non lavoriamo per l’industria bellica” – Il gran rifiuto dell’azienda in crisi.
Possibile? Non solo, ma datore di lavoro e lavoratori in difficoltà che discutono e poi decidono a maggioranza!
Si tratta di una piccola impresa artigiana toscana (di Pisa) che ha rifiutato una commessa da ben 30.000 €, pacifismo concreto, mica chiacchiere…
“Non ce la sentiamo – scrive infatti l’imprenditore Valerio Morellato – di mettere le nostre competenze al servizio di un’opera che potrà sviluppare tecnologia bellica”.

Finalmente una buona notizia, in cui l’etica conta ancora e più del profitto. Non sembra vero, anche perchè hanno votato a favore del ‘no’ giovani operai con famiglia, mutuo da pagare e in cassa integrazione, non gente con la pancia piena!

Ecco, mi ci voleva una lettura come questa per alimentare un po’ di speranza in un futuro collettivo che mi appare buio e incerto, privo di grandi idee che possano far rinascere identità e passione civile, voglia di protagonismo ed impegno per superare questa lunghissima crisi.