Farsi il bagno vestita…

Di tanto in tanto mi fulmina un ricordo e talvolta mi chiedo come fare per non perderlo. Se capita lo racconto a qualcuno, ma oggi voglio immortalarne uno su questo mio blog.

Anni ’60, ero in collegio con altre ragazze come me, un convitto di suore carmelitane scalze, suore di clausura che grazie ad una dispensa papale aprirono un educandato (si chiamava proprio così). Io avevo solo 14 anni e anche se ormai ne è passata di acqua sotto i ponti, alcuni momenti di quell’esperienza sono indelebili o quasi…  Tra questi, il rito periodico del bagno. Forse ogni 15 giorni.

Ricordo bene che a turno, 4-5 per volta, lasciavamo la sala studio – dove per ore e ore rimanevamo sui libri in assoluto silenzio, vigilate dall’occhio severo di suore che si alternavano tra loro – e salivamo al piano dove c’erano i bagni.
Ad ognuna di noi veniva data una veste di cotone leggero (era rosa?), che dovevamo indossare prima di entrare in acqua. Eh sì, hai letto bene, dovevo lavarmi con questo vestituccio addosso.
Io da brava bambina, ubbidiente ma sconcertata, lo indossavo, entravo nella vasca e rimanevo stupita per qualche minuto a guardare come si gonfiava. Poi provavo a lavarmi. Un’impresa!  Non dovevo tra l’altro chiudere a chiave la porta del bagno, perchè la direttrice passava a controllare.

Primo, secondo, terzo bagno. Io sempre più perplessa iniziai a parlarne con le altre compagne, finchè una più grande di me e molto meno accondiscendente, la ricordo bene, mi disse con fare deciso di chiudere a chiave la porta e non indossare più quel vestituccio, avendo cura però di bagnarlo prima di riconsegnarlo. Un po’ timorosa ci provai, la suora provò ad aprire la porta ma io le dissi che tutto andava bene. Potevo finalmente lavarmi nuda!!!
All’uscita, consegnata la veste bagnata, passavo sotto le forche caudine delle mani della parrucchiera.

Ho ancora negli occhi e dentro di me l’orrore che provavo nel guardarmi allo specchio subito dopo la messa in piega.  Non mi sono mai sentita bella e ancora oggi ho un rapporto ‘dialettico’ con lo specchio, ma quel modo di conciarmi mi provocava una repulsione profonda. Mi guardavo di sfuggita e dicevo a me stessa (con un senso di tristezza, quasi di disperazione): Cri, quanto sei brutta!

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3 risposte a “Farsi il bagno vestita…

  1. Anna A. Tomasicchio

    Cara CRI, quando ascolto i “sopprusi” ed i “fodamentalismi orrendi” della CHIESA ne rimango stravolta nel mio profondo e guardo il CIELO ,quel cielo reso sporco e grigio e…molto più del grigio da POTERI UMAMI DISTORTI.

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  2. Anna A. Tomasicchio

    … forse, anzi, sicuro, grammaticalmente qualcosa non va. Accetto correzioni, anzi, le “esigo”. Caramente Anna

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  3. Anna cara, m’interessa molto di più la tua opinione, al di lá degli errori da tastiera impertinente… Grazie!

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