Politici e società “civile”, che tristezza!

E’ una campagna elettorale brutta, triste e sempre più estrema, con candidati che si lanciano epiteti e sfuggono ai grandi temi (il destino dell’Ilva e della politica industriale, le trasformazioni dell’agricoltura, il diritto alla salute soprattutto al sud, gli investimenti indispensabili nella formazione e nella ricerca di base, la ricostruzione dell’Aquila e il riassetto idrogeologico, …), candidati che fanno promesse sempre più difficili da mantenere e danno letteralmente i numeri!

grillo
Una campagna elettorale tutta televisiva, a parte il Grillo-Savonarola che riempie le piazze recitando con il suo stile (!) lo spettacolo della politica.
Si respira un tasso di intolleranza sempre più alto, che ha già inquinato la vita stessa del Paese. Basta parlare un po’ con le persone in un mercato o per strada, dove s’incontra gente arrabbiata e frustrata, basta fare un ‘giro’ sui social network, Facebook soprattutto, per leggere slogan vuoti, volgarità gratuita, commenti sboccati e a tratti triviali, un imbarbarimento del linguaggio senza limiti.

Non sto parlando più dei politici, mi riferisco alla cosiddetta ‘società civile’. Civile? A me sembra invece che un po’ tutti ci stiamo facendo trascinare dall’andazzo dell’insulto personale contro chi non la pensa come noi, contro chi è politicamente schierato in formazioni diverse dalla nostra. Non si discute di contenuti, ci si schiera e si mettono in ridicolo le persone, divulgando talvolta episodi che si rivelano col tempo delle bufale pazzesche. Abbiamo la classe politica che ci meritiamo, non siamo migliori dei politici che sono invece il nostro specchio.

Perchè scandalizzarci se se ne dicono di tutti i colori, quando anche noi, gente comune, ci facciamo trascinare su un terreno in pendenza che ci fa scivolare sempre più in basso?

Qualche esempio?
Un leader politico viene apostrofato come un “maiale ripieno di m….” e gli si augura addirittura di “morire stritolato da un camion”, una giornalista è invece bollata come “una stronza nota ed una cessa menonota”, una donna di spettacolo viene definita “brutta e lurida, concepita in una latrina” e si aggiunge che “quando la madre le cambiava il pannolino, aveva la tentazione di tenere il pannolino e buttare via lei”. Un conduttore televisivo è “falso, lecchino, comunista, viscido, odioso, un uomo inutile”. 

Potrei continuare con altri personaggi del mondo della politica, del giornalismo e dello spettacolo, ma mi viene la nausea a leggere questo nuovo genere letterario (sic!) e non mi va di fare da megafono a questo tipo di persone, che non sopportano la libertà della satira, rivelano la loro incapacità di cogliere l’ironia e di fare un ragionamento pacato, di apprezzare le differenze e di capire la complessità del mondo.
Gente felice (?) ed appagata di applaudire fino a spellarsi le mani quando ha davanti il “suo” leader, anche se racconta barzellette infantili, fa gesti volgari o si comporta in modo indegno.

deputato mortadellaIndimenticabile la scena indecorosa dei deputati di un partito che in Parlamento mangiano fette di mortadella! Più in basso di così…

C’è oggi in Italia una società “civile” (?) che digerisce e spesso esalta tutto questo, imita i suoi maestri e guarda invece con occhio torvo, con rancore e rabbia tutti gli altri, i “diversi” da loro, invitati con modi spicci e senza fare tante storie ad andare “fuori dai coglioni”.

Ecco, appunto!

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