Archivi del mese: marzo 2013

Stanca del turpiloquio in politica

Sta contagiando tutti, il turpiloquio in politica. Ogni giorno.
Persino il mite Battiato si è lasciato andare. Personalmente seleziono moltissimo ormai il menu di notizie che mi forniscono giornali e Tv.
punto_interrogat.Però se fossi ancora in servizio a scuola, penso che avrei serie difficoltà a far leggere i giornali in classe: come giustificare infatti a ragazzini e ragazzine di 12-13 anni la valanga di frasi arroganti e di parolacce che ogni giorno vengono lanciate come siluri agli avversari politici?
Insegnare ai ragazzi il rispetto degli altri è già un’impresa titanica, se poi chi ha responsabilità nelle Istituzioni si lascia andare a linguaggi e comportamenti volgari, meglio alzare le braccia e dichiararsi sconfitti. Oppure, stigmatizzare chi non sa ricoprire il suo ruolo con dignità.
Qualcuno però potrebbe lanciare la classica accusa di “far politica”. Mah!
Forse selezionerei solo gli articoli meritevoli secondo me di lettura e di riflessione, lasciando perdere per il momento il giornale in classe. Che bel risultato!

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Il Grillo svela lentamente il suo volto

Elezione del presidente del Senato.

Il primo anatema del comico e neocapo-partito Beppe Grillo contro un pugno di neo-eletti del suo movimento, che si sono permessi di essere persone libere!

grillo

Alcuni neo-senatori del M5S infatti, messi di fronte alla scelta di due persone così diverse per statura morale e per storia personale, l’ex-procuratore antimafia Aldo Grasso e l’ex-presidente del Senato Renato Schifani, hanno interpretato secondo me nel senso più corretto il loro nuovo ruolo, “senza vincolo di mandato” secondo la nostra Costituzione.

Hanno votato per Aldo Grasso e sono stati determinanti per la sua elezione. Bravi! Chi li scomunica, dimostra settarismo, mala fede e spirito autoritario. Penso che la valanga di voti al M5S sia un mandato pieno per il rinnovamento profondo della politica.
Rivedere Schifani alla presidenza del Senato, seconda carica dello Stato, non era esattamente ciò che si attendevano coloro che hanno votato per il movimento, con buona pace del suo  ‘capo supremo’ che vuole mantenere gli eletti legati al suo giogo, in nome di una palingenesi futura…

Mai illudersi e sperare…

7 marzo 2013
Oggi ho saputo il risultato della TAC che ho fatto l’altro ieri: la malattia che era ferma (“come un pugile suonato messo all’angolo”) ha ripreso ad estendersi, sia pure lievemente. Ma l’avverbio non m’inganna, è nuovamente in attività e questa è proprio una brutta notizia. Da agosto scorso tutto procedeva per il meglio, ma oggi rimetto i piedi per terra. La paura non mi aveva mai abbandonata, ma riuscivo a tenerla a bada, oggi è tornata prepotentemente ad occuparmi tutta!

Devo sforzarmi di non farmi riprendere dal panico, mi guardo intorno e cerco di vedere le cose belle che mi circondano. Ma solo una in questo momento mi riempie di tenerezza e amore: è la vista del mio balcone pieno di fiori, grazie al mio compagno. I loro colori mi riportano alla bellezza e alla vivacità della vita, a cui mi attacco sempre di più!

il nostro balcone 7marzo13 bis

L’arte della miopia

Ecco una poesia di Valerio Magrelli*, che pubblico in questo mio blog perchè mi ha colpito e forse perchè coincide con le mie percezioni attuali.
“Sto rifacendo la punta al pensiero” anch’io…

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

*V. Magrelli, Ora serrata retinae,
Feltrinelli, 1980¹; Einaudi, 1996.

 

Perdere di vista un’amica (e ritrovarla…)

Leggere non è solo un modo per riempire un vuoto temporale, leggere per me è sempre più spesso un momento di solitudine feconda. Frammenti di testo possono provocare una risonanza profonda, interagiscono con le mie domande, acuiscono o mi aiutano a dimenticare la mia sofferenza. Frammenti di testo che talvolta spiegano qualche perchè.

Perchè un’amica carissima, una delle persone a cui ero molto legata, è scomparsa dal mio mondo appena mi sono ammalata? Perchè si è inabissata? Nemmeno un SMS di tanto in tanto.
Non chiede come sto quando incontra il mio compagno di vita, per lei non esisto più.

“Probabilmente – scrive Marta Tibaldi in un libro bello e utile – la nostra malattia genera ansia in chi ci sta vicino e in chi ci vuole bene. Con la nostra malattia diventiamo per gli altri un cronico e costante memento mori, la nostra presenza non permette più la rimozione della morte, a meno che insieme a quella paura non veniamo rimossi noi stessi. In realtà, forse questo è il motivo per cui dall’orizzonte delle nostre frequentazioni spariranno alcune persone che prima erano presenti. Mettiamolo in conto. D’altro canto, la presenza di chi ci rimarrà vicino sarà ancora più apprezzabile”. (Marta Tibaldi in “Oltre il cancro”, Moretti & Vitali ed., Bergamo, 2010, p.100).

E’ forse questa la risposta alla mia domanda?

proFaccio così paura ad una donna che pure nella sua vita ha affrontato tante prove difficili? A che cosa servono anni di formazione in attività di Counseling se davanti ad un’amica di vecchia data, colpita dal cancro, chiudiamo la saracinesca? E’ una ferita che mi fa ancora male e di tanto in tanto sono preda della tentazione di scriverglielo, ma per fortuna mi fermo in tempo.
Sto cercando di confinarla in un limbo, anche se è difficile che diventi un ricordo. Mi capita a volte di vedere una sua foto su un quotidiano, la intravedo per strada, quasi sempre sorridente, com’era con me.

Erano sinceri quei sorrisi? Era sincera la sua amicizia?
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Non sempre il tempo passa invano. L’ho ritrovata, la sento vicina più che mai, anche se vederci è difficile. Ma non perdo la speranza che riesca a ritagliare un po’ di tempo – fra le mille cose da fare – anche per me!