Perdere di vista un’amica (e ritrovarla…)

Leggere non è solo un modo per riempire un vuoto temporale, leggere per me è sempre più spesso un momento di solitudine feconda. Frammenti di testo possono provocare una risonanza profonda, interagiscono con le mie domande, acuiscono o mi aiutano a dimenticare la mia sofferenza. Frammenti di testo che talvolta spiegano qualche perchè.

Perchè un’amica carissima, una delle persone a cui ero molto legata, è scomparsa dal mio mondo appena mi sono ammalata? Perchè si è inabissata? Nemmeno un SMS di tanto in tanto.
Non chiede come sto quando incontra il mio compagno di vita, per lei non esisto più.

“Probabilmente – scrive Marta Tibaldi in un libro bello e utile – la nostra malattia genera ansia in chi ci sta vicino e in chi ci vuole bene. Con la nostra malattia diventiamo per gli altri un cronico e costante memento mori, la nostra presenza non permette più la rimozione della morte, a meno che insieme a quella paura non veniamo rimossi noi stessi. In realtà, forse questo è il motivo per cui dall’orizzonte delle nostre frequentazioni spariranno alcune persone che prima erano presenti. Mettiamolo in conto. D’altro canto, la presenza di chi ci rimarrà vicino sarà ancora più apprezzabile”. (Marta Tibaldi in “Oltre il cancro”, Moretti & Vitali ed., Bergamo, 2010, p.100).

E’ forse questa la risposta alla mia domanda?

proFaccio così paura ad una donna che pure nella sua vita ha affrontato tante prove difficili? A che cosa servono anni di formazione in attività di Counseling se davanti ad un’amica di vecchia data, colpita dal cancro, chiudiamo la saracinesca? E’ una ferita che mi fa ancora male e di tanto in tanto sono preda della tentazione di scriverglielo, ma per fortuna mi fermo in tempo.
Sto cercando di confinarla in un limbo, anche se è difficile che diventi un ricordo. Mi capita a volte di vedere una sua foto su un quotidiano, la intravedo per strada, quasi sempre sorridente, com’era con me.

Erano sinceri quei sorrisi? Era sincera la sua amicizia?
________________________________________

Non sempre il tempo passa invano. L’ho ritrovata, la sento vicina più che mai, anche se vederci è difficile. Ma non perdo la speranza che riesca a ritagliare un po’ di tempo – fra le mille cose da fare – anche per me!

Annunci

5 risposte a “Perdere di vista un’amica (e ritrovarla…)

  1. Chiara Paparella

    Scrivi ”per fortuna mi fermo ‘ ma l hai fatto , non in modo diretto e personale ..ma hai inviato un segno della tua sofferenza ..allora perché non scrivere direttamente ..?sono sicura che troverai le ‘parole ..

    Mi piace

  2. Innanzi tutto “memento mori” e perchè no “memento vita”? è vero che il cancro ci pone di fronte a quella che è da sempre la nostra realtà, la nostra ultima spiaggia lambita da un mare di cui non conosciamo colore, profondità, confini ma…è “memento vita” perchè ci aiuta a riscoprire la vita in tutti quegli aspetti, in quelle piccole cose che prima ci apparivano scontate e invece ora vediamo tutta la loro bellezza per il semplice fatto che noi “ci siamo”! e ci attacchiamo a loro come prima non facevamo e riscopriamo la bellezza di un sorriso, di una stretta di mano, di un “forza”, di una lettura che assume connotati diversi rispetto a prima, anche di un silenzio che ti guarda, che ama il tuo ridere allegramente, il tuo incupirsi per qualche pensiero che attraversa la mente: tutto ha un valore di vita e allora questa vita va vissuta appieno!
    L’amicizia? questa si costruisce giorno dopo giorno attraversando tutti gli ostacoli che la quotidianità frappone e questa malattia è uno di questi. Quanto pudore nel chiedere, nel fare una telefonata, un pudore che spesso si trasforma in vero e proprio “terrore psicologico” nell’affrontare un’amica/o colpita/o e tu senti il male della lontananza, del distacco, del prendere le distanze e soffri. Il cancro è una parola che molti hanno la paura di pronunciare non capendo che nel momento in cui si pronuncia scatta la molla della liberazione e lo si pone accanto a tante altre brutte malattie e lo si affronta con determinazione e la vita riprende il suo naturale percorso, con le sue amicizie, le sue gioie, le sue liti, la sua partecipazione alla vita collettiva.
    La saracinesca? ebbene alzala tu, invitala a casa, offrile un the come prima; può darsi pure che ha bisogno di una spinta per essere aiutata a pronunciare quella parola che oggi tu pronunci in libertà. E chi meglio di te può darle questa spinta? “memento vita”!

    Mi piace

  3. rosarialopedote@alice.it

    ho naturalmente letto e…no comment! Invece ti chiedo se ti farebbe piacere collaborare con me in alcune attività in cui sono chiamata ad impegnarmi:un corso di scrittura creativa con le donne detenute nel carcere di Bari organizzato dal coordinamento donne CGIL… e un lavoro di coordinamento delle donne pensionate su base provinciale (SPI) anche in questo caso con possibile riferimento alle storie ed alle “memorie” delle donne…Pemsaci,e…fammi sapere!! Un bacio:anche oggi torno a far visita ad Enrica

    Mi piace

  4. Gabriella Rinaldi

    Cris, siamo cresciute nella stessa famiglia e comprendo perfettamente la tua difficoltà a parlare in maniera diretta con una persona che, nonostante il silenzio, continua ad essere per te fonte di amarezza. E allora, come dice Chiara, perchè non dirle quello che tu stai provando nei suoi confronti? Che cosa ci impedisce, a volte, di esprimere quello che sentiamo? Che senso ha “soffrire” per il suo comportamento senza farlo arrivare proprio a lei? .. Credo che potresti darle la possibilità di parlarti. Ciao.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...