L’arte della miopia

Ecco una poesia di Valerio Magrelli*, che pubblico in questo mio blog perchè mi ha colpito e forse perchè coincide con le mie percezioni attuali.
“Sto rifacendo la punta al pensiero” anch’io…

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

*V. Magrelli, Ora serrata retinae,
Feltrinelli, 1980¹; Einaudi, 1996.

 

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