“All’80% perderai i capelli”

Eccola la frase che temevo di sentire.

Già ho cercato di ingoiare tutto l’amaro che il risultato (atteso) dell’ultima PET mi ha provocato, nell’immaginare le cellule malate via via sempre più attive e pronte a colpirmi e di convincermi che ricorrere a nuovi cicli di chemioterapia è purtroppo necessario.
Significa trascorrere nuove giornate tra casa e ospedale a contatto diretto con la malattia, la tua e quella di tante persone come te, ore e ore adagiata su una poltrona a controllare la flebo che scende lentamente, goccia a goccia, guardando i volti delle altre donne. Osservo i loro movimenti e vedo come trascorrono quel tempo sospeso, cerco di intuire sensazioni e pensieri che attraversano il loro corpo e ascolto il tono delle parole scambiate al telefono con i familiari, il marito, il figlio o la figlia, talvolta un nipote o una sorella: ognuna di noi vive la sua/nostra malattia in modo diverso. C’è chi entra nella sala della terapia in modo energico (‘Sarà una donna forte come sembra?’), c’è chi invece arriva in punta di piedi, c’è chi chiede spiegazioni dettagliate alle infermiere e chi si lascia somministrare tutti i flaconi senza aprire bocca, c’è chi parla di sè e della sua famiglia e c’è chi invece ama rimanere in silenzio, come me.

Io trascorro quel tempo riflettendo su mille particolari e guardandomi intorno: gli attuali ambulatori dell’Oncologico della mia città sono ambienti piuttosto piccoli, quattro pareti nude senza una sola immagine da guardare (ma Tv e crocifisso non mancano), con una finestra alta da cui entra poca luce senza riuscire a scorgere nemmeno un lembo di cielo.
Peccato, perchè ci sono ambienti più ampi e luminosi, affacciati sul parco che circonda la struttura: lì – durante i primi cicli di chemio (aprile-agosto 2012) – sono riuscita ad allontanarmi mentalmente da quel luogo, guardando il cielo che cambiava aspetto col passare delle ore e dei giorni, osservando le sfumature di verde delle diverse piante o lo stormire delle fronde piegate dal vento, le prime rondini in arrivo e qualche passero di passaggio.
Guardare quella porzione di cielo attraverso quegli ampi finestroni mi faceva sentire il piacere di essere viva.

In questi ambulatori invece mi sento un po’ prigioniera, costretta a pensare alla malattia, a fare i conti con questo cancro che invade la tua vita e di riflesso anche quella di chi ti vive intorno e ti vuole bene. La Tv non riesce a distrarmi, anzi spesso è davvero disturbante, specialmente se sei invasa dalla nausea e sullo schermo scorrono immagini di tavole imbandite e di cuochi che cucinano…
Mi preparo dunque a iniziare nuovi cicli di chemio e ad affrontare i disagi di quelle ore di terapia in ospedale con il corollario delle giornate difficili che vivo a casa.

Ma per me la perdita dei capelli è una calamità.
Stamattina, quando l’oncologo guardandomi negli occhi mi ha detto che all’80% perderò i capelli, sono riuscita esteriormente a controllarmi mentre dentro di me si è scatenato un putiferio! E ora penso continuamente al momento in cui inizieranno a cadere. Non ho mai visto il mio viso completamente nudo, privo cioè di quella ‘corona’ che lo incornicia dandogli una certa espressione.
Forse solo i parrucchieri sanno e capiscono quanto siano importanti i capelli per noi donne.

Mi diranno (ma io lo so già!) che non sono nè la prima nè l’ultima a dover affrontare questo devastante effetto collaterale, le vedo le altre donne che coprono il capo ormai calvo con parrucche, turbanti o foulard, anzi dentro di me ammiro molto anche quelle che si sentono a loro agio e riescono a mostrare al mondo la loro testa nuda. Un po’ come le mamme in attesa che hanno imparato a mostrare le proprie pance.
Io però, che sono una persona da sempre insicura nonostante le apparenze, so che raramente mi piace l’immagine che ogni giorno lo specchio mi rimanda ed è da una vita che mi sforzo di accettare senza troppi drammi quella che sono fisicamente, anzi confesso che l’accumulo degli anni mi aveva regalato una sensazione nuova di libertà. L’essere non più giovane è stata infatti per me quasi una liberazione, anche se non è facile accettare i piccoli malanni quotidiani, la sensazione improvvisa di incapacità nel fare cose consuete, scendere a patti con le rughe che si fanno più numerose e la comparsa di qualche macchia.

Tutto questo finchè non è piombato nella mia vita di neo-pensionata (che sfiga!) quell’uragano che “trasforma il Dna psichico”, quel tumore che spaventa tutti come la peste e che solo dopo tempo e sforzi continui sono riuscita in parte a metabolizzare, cercando di trovare “le parole per dirlo”.
Ora devo riuscire a guardare e ad accettare – oltre che un corpo malato – anche un’immagine inedita del mio viso, scoprire l’effetto che fa sulle persone che incontrerò (è come avere un’etichetta davanti a tutti), vedere le loro reazioni e buttare giù tutto, pensando che il mio obiettivo è uno e uno solo: bloccare l’incremento (moderato, per fortuna) dell’attività metabolica di queste maledette cellule!
Fortunatamente la calvizie è un’esperienza temporanea e reversibile, i miei capelli lisci ricresceranno (crespi!). Intanto io spero di riuscire a guadagnare tempo…

la-vie-est-belle

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14 risposte a ““All’80% perderai i capelli”

  1. Ammiro lo spirito che esprimi. Spero che tu riesca a guadagnare moltissimo tempo.
    Un abbraccio, un pensiero…
    Chiara

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  2. Ti mando un abbraccio
    Ilaria

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  3. ..anche questa battaglia sarà vinta!!..e non è detto che i tuoi capelli andranno via tutti,e,se proprio dovesse capitare,ricresceranno..magari ricci…e la tua bellezza rimarrà intatta,perchè viene da “dentro”,non è data da acconciatura …Ti vogliamo bene,Cristina!!e facciamo in tanti il tifo per te!!Un abbraccio

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    • Cercherò di farmi contagiare dal tuo ottimismo, cara Rosaria, sapendo che ho vicine a me persone sinceramente amiche, pronte a farmi sentire ‘importante’ (almeno per loro…).
      Ci sentiamo appena possibile. Ciao, un sorriso tutto per te!
      Cristina

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  4. angela garofalo

    … anch’io penso che quest’altra battaglia verrà vinta! … ti voglio abbracciare forte forte … Angela

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  5. Certo che vincerai Su questo non ho dubbi e poi……chi ti vuole bene, vuol bene a Cristina con o senza capelli. La tua bella, ricca interiorità,é ineguaglibile e chissenefrega dei capelli. Se veramente dovessi perderli, ti ricresceranno è vero crespi, ma molto più folti.Un bacio con tanto affetto.

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    • Rispecchiarmi negli occhi degli altri: è questo che mi ha fatto paura fino a qualche anno fa, determinando insicurezza. Ora mi ritorna nuovamente e devo farmi forza. Grazie Enrica delle tue parole, so che sono sincere
      Cristina

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  6. Anna A. Tomasicchio

    Cara, cara, meravigliosamente vera e viva.L’uomo dei fiori non l’ho trovato in questo periodo al suo solito angolo…ogni volta mi dicevo se c’è rifarò la sorpresa, forse porterò, alla sua giornata, colori carezzevoli. Cara Cristina, sono in ASCOLTO del dolore.Onestamente sento che non sono capace di poter fare altro…ci sono più(tante) situazioni che mi coinvolgono. Il mio cuore batte per te e con te e posso dirti che: batte e sbatte contro l’inaspettato e l’ineluttabile…mi accorgo che, nella “presunzione” di non voler essere banale, sto solo complicando ed intricando il mio volerti dire: TI VOGLIO BENE, TANTO,TANTO BENE. Anna

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    • Ciao Anna, donna dei fiori, non sei banale nel tuo desiderio di trovare parole alla marea montante che spesso sentiamo interiormente, ti sento vicina e questo, lo dico sempre senza paura di ripetermi, mi aiuta davvero molto! Grazie, grazie ancora, un abbraccio
      Cristina

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  7. Ti sento serenamente lucida quando dici la paura, la sofferenza ed il disagio. Quando dici ciò che è dentro e fuori di te. Sei viva e bella, ora, come non lo sei mai stata prima. Vai avanti …a pancia alta, a testa coperta, con la parrucca, senza, perchè non c’ è un modo soltanto per far bene le cose. L’importante è che tu vada avanti!
    Ti abbraccio forte
    M.

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