Archivi del mese: novembre 2013

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Se divento matta…

lettera19ott2013

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Contro il femminicidio!

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Che bello avere i capelli…

Ogni mattina guardo la mia testa pelata, com’è bruttina!
Soffro a non andare più dal parrucchiere e a non usare più pettine e spazzola, mi arrabbio quando sento freddo (i capelli proteggono molto…) o provo un gran fastidio se è coperta. Ho una parrucca bionda, che somiglia al colore dei miei capelli, ma quando la indosso sento la testa imprigionata e mi sembra di dare una falsa immagine di me, mi irrigidisco se devo guardare all’insu, cammino con gli occhi a terra perché non voglio incontrare gli sguardi altrui.
Mi sento un’altra, non sono più io. Le parole degli altri mi scivolano via, è la percezione di me che non mi convince…

2013-10-18

La vita di Adèle

La vita di Adèle collage

Contano le buone letture scolastiche! Specialmente se un professore di lettere ti mette tra le mani un libro di Marivaux come La vita di Marianna.
Soffermandosi su alcuni punti, egli spinge gli adolescenti che ha di fronte sui banchi ad interrogarsi sull’importanza di ciò che succede nell’animo umano, quando un sentimento forte scatena un colpo di fulmine.
Adèle lo segue attenta, lo ascolta e l’osserva, s’intuisce che si fa delle domande, il libro le piace e ne parla con Thomas, un ragazzo che la corteggia e con cui fa l’amore, anche senza un grande trasporto.

La scintilla invece scatta quando incrocia per strada Emma, una misteriosa ragazza dai capelli blu, che la fissa con sguardo magnetico. Quando la ritrova in un locale, inizia con lei una travolgente storia d’amore, di passione e di dolore, che trasformerà l’adolescente in donna, facendole capire qual è la sua vera natura e ciò che vuol fare nella sua vita. Sono numerose le scene (forse un po’ troppo ripetute, anche se mai volgari) in cui la macchina da presa ci mostra una carnalità, che sembra voler andare oltre i due corpi delle ragazze.
A me è piaciuta soprattutto la prima, lunghissima scena dell’esplosione
della passione, del desiderio di conoscenza che ognuna ha verso il corpo dell’altra, la ricerca dello sguardo e del piacere, un amplesso in cui le due ragazze si perdono l’una nell’altra.
Non intendo raccontare qui tutta la trama, ma ciò che mi ha colpito di questo film: le cene di presentazione a casa dell’una e dell’altra, due coppie di genitori molto diverse tra loro; la terribile scena del tradimento in cui vediamo una Emma furiosa e crudele che non lascia scampo ad Adèle, Emma che torna dolce e magnetica nel toccante incontro al bar.

In quasi tutto il film il regista Abdellatif Kechiche vuol farci cogliere ogni sfumatura dei sentimenti che provano le due ragazze, interpretate da due bravissime attrici, Adèle Exarchopolous (al suo primo film da protagonista) e l’affascinante Léa Seydoux.
Ho ancora negli occhi la bellissima scena finale, Adèle che dopo aver visitato la prima importante mostra di Emma, intenta a curare le sue relazioni personali, si avvia lungo la sua strada col suo sentimento infelice, lasciandosi alle spalle non solo l’amore ma anche tutto il dolore che ha vissuto.
Un film complessivamente molto intenso (anche se per me un po’ troppo lungo).

2 novembre: il bisogno di ricordare i defunti

Stoccolma-estate-2011Pensando intensamente ai miei genitori, alla loro vita prima di me e dopo la mia nascita, alle tappe della loro esistenza, alle gioie e ai viaggi che hanno vissuto insieme, ai grandi dolori che non li hanno risparmiati.
Pensando anche alla dolce presenza, discreta e affettuosa, della mia nonna materna, che ha vissuto i suoi ultimi anni di vita con la mia famiglia.

“… ricordando chi non c’è più noi veniamo a patti con la presenza dell’invisibile”.
Emanuele Trevi, Corriere della Sera, sabato 2 novembre 2013