Archivi del mese: aprile 2014

Franco Fontana – Full color

palazzo-franchetti

A Venezia ho visitato la prima grande retrospettiva di Franco Fontana, oltre 130 fotografie! Guardando le sue foto coloratissime mi sono profondamente emozionata! Sono stata proiettata in una dimensione altra, lontana dagli stessi paesaggi che avevo di fronte.

Baia delle Zagare, Puglia  Franco Fontana, 1978

Baia delle Zagare, Puglia
Franco Fontana, 1978

Stanza dopo stanza, sono stata attirata non solo dai colori accesi e brillanti, ma dalle geometrie, dall’armonia delle linee, dei volumi  e delle inquadrature, dai  piccoli particolari e dal gioco dei pieni e dei vuoti.

La fotografia di Fontana –  che io amo – ci mostra un mondo diverso da quello che vediamo con i nostri occhi, trasfigura la realtà con la sua immaginazione, la rende irreale e ci aiuta ad interpretarla.

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Un augurio per te :-)

colomba picasso pasqua

Largo a giovani e donne! Verso le elezioni #2

Leggo su Facebook i post dei candidati-sindaco, riportati pigramente il giorno dopo dal maggior quotidiano locale e quando ho tempo ascolto anche le dichiarazioni (rigorosamente al futuro) che ognuno/a di loro (c’è anche una donna) ci propina un giorno sì e l’altro pure.

faccina sornionaNoto che in vista delle elezioni si riscoprono magicamente due categorie: i giovani e le donne. Certi comitati elettorali sono pieni di ragazzi e ragazze che si fanno carico del quotidiano lavoro di propaganda (manovalanza a costo zero?), ma anche le donne – da sparpagliare nelle liste – sono ricercatissime. Il massimo poi è essere al contempo giovani e donne (meglio se di gradevole aspetto): cinque giovani donne infatti capeggeranno tutte liste per le europee. Che scorpacciata!

Poche parole e nessun ragionamento invece sull’importanza delle competenze, sul valore dell’esperienza, sulla capacità di esercitare indipendenza di giudizio. Eppure…
A livello comunale ci prepariamo ad eleggere il prossimo sindaco della città metropolitana, che maneggerà direttamente il 3% del Fondo europeo di sviluppo (Fesr), gestendo un territorio ed una popolazione ben più vasti dell’attuale. A livello nazionale sceglieremo i rappresentanti italiani in Europa, dove ormai si decide i nostri destini.

Mi piacerebbe avere idee un po’ più chiare e qualche certezza in più per andare a votare con meno riluttanza, ma in realtà – pur cercando di informarmi da fonti diverse – la mia confusione aumenta. So di essere in buona compagnia, ma questo non mi consola, né mi va di intrupparmi in quelle schiere che seguono i pifferai del nostro tempo, quei populisti che sparano a zero su tutto e tutti, senza riuscire a disegnare una visione realmente alternativa a questa società sempre più ferma e rassegnata.

faccina arrabbiataCombattuta tra indignazione e rabbia, in realtà sono stanca di sentir gridare slogan in piazza e in TV,  stanca di ascoltare  chi sembra avere certezze granitiche.
Ho l’impressione  invece che tanti, troppi candidati stiano solo recitando (maluccio, in verità) la loro parte di attori in commedia…

 

Più pilu per tutti!

Più pilu per tutti!

Io ho un sogno… Verso le elezioni #1

25 maggio: fra poco meno di due mesi altra tornata elettorale: a Bari come in altre città si voterà per amministrative ed europee. “Il popolo (!) alle urne”.

Finalmente al lavoro grafici disoccupati, comunicatori in crisi di astinenza, tipografi che stavano per chiudere, pubblicitari e torme di ragazzi pronti per raccattare qualche spicciolo col volantinaggio. Saracinesche desolatamente abbassate saranno rialzate per ospitare i comitati elettorali, insomma gireranno un po’ più di denari. Allegria!

In TV e sulla stampa redazioni politiche al lavoro, pronte a sfornare parole, tante tante parole, a pubblicare bozze di programmi, buone intenzioni a più non posso, polemiche e – potrebbero mai mancare? – la valanga di promesse sempre più roboanti. Sembra una gara a chi la spara più grossa!

faccina ammaccataIntanto nel gran circo mediatico della politica, tra propaganda e demagogia, si aggirano cittadini arrabbiati, diffidenti e disincantati, sempre più storditi dal mare di opinioni che oscurano i fatti (se e quando ci sono), cittadini rassegnati (ma non troppo) sballottati da un populismo all’altro.

Certo c’è ancora qualche mosca bianca, qualcuno che non grida, ma si ostina a parlare (“pacatamente” direbbe Veltroni…) e a voler ragionare, tentando di far capire la complessità dei problemi la cui soluzione non è dietro l’angolo.
Ma come riuscire ad ascoltarlo, a fargli un po’ di spazio in questo stato di conflittualità permanente, in cui è precipitata la politica italiana da un po’ di anni a questa parte?

Io non aspiro a uno stato di quiete, ci mancherebbe altro, il conflitto – quello vero, serio e onesto – è importante, serve a capire i diversi punti di vista, ma ormai sempre più spesso il conflitto viene usato strumentalmente per riempire l’aria di rumore, di voci gridate che si accavallano tra loro, che ci allontanano dal mondo in cui noi faticosamente viviamo, riducendo la realtà a una batteria di slogan ad effetto, puntualmente rilanciati a catena dai media.
I talk show invitano il personaggio più telegenico, quello che buca lo schermo, aggressivo ma di bella (si fa per dire!) presenza, insomma chi fa audience! E noi siamo lì destinatari ogni santo giorno della stessa noiosissima pappa politica,
confusi e sempre più disorientati.

faccina confusaChi ha ragione e chi ha torto? Qual è la soluzione più efficace per risolvere un problema? Ping pong di dati, statistiche a go-go, numeri e percentuali, fonti di tutto rispetto (in inglese, of course), citate con granitica sicurezza dal personaggio di turno, con lo guardo complice rivolto al telespettatore medio.
Che però intanto, armato di telecomando, ha già da tempo cambiato canale!!!

Andiamo a grandi passi verso le elezioni: ed io ho un sogno!
Che aumentino a dismisura i cittadini capaci di spegnere la TV (almeno per un po’), di consultare fonti alternative di informazione, cittadini che s’incontrino tra di loro dopo aver studiato i problemi da affrontare e che discutano serenamente per individuare soluzioni da proporre.
Sogno che aumentino coloro che nelle istituzioni siano capaci di ascoltarli (soprattutto dopo le elezioni), di far tesoro delle idee e delle proposte che vengono dal basso (si dice così, vero?) e di risolvere finalmente problemi che si trascinano da un decennio all’altro.

Sogno un mondo di cittadini che leggano più libri e giornali, più aperti a soluzioni innovative, più maturi e consapevoli del loro potere, sogno un mondo in cui gli eletti si rimbocchino le maniche e senza perdersi in chiacchiere si mettano al lavoro, non dimenticando che sono lì per farci vivere meglio, che sono lì perché noi li abbiamo scelti, “eletti” appunto!

 

 

Dal canto loro

Dal canto loro.
Un bel testo di Cristiano Poletti.

Evocare, “chiamare fuori”, questo viene a dirci l’etimologia. Chiamare, ecco, o richiamare, qualcosa fuori di noi, che sia originario.
Pensandoci, sembra di poter dire che all’origine si volga, sempre, il canto; alla fonte, una fonte perduta. Si canta ciò che, irrimediabilmente passato, si vorrebbe recuperare, condurre nuovamente a sé, ritrovare.
Cantare, dunque, è come costruire […]