Archivi del mese: giugno 2014

Ciò che mi manca…

Una gran voglia di correre, saltare, danzare, sentire il corpo leggero che va, che si muove sciolto da pesi e da forza di gravità.
L’ho provata ieri sera, mentre ero seduta su un divano a guardare in TV un concerto di Mika all’Olympia di Parigi.

Mika alla tastiera

Una presenza scenica incredibile, una forza della natura. Cantava e correva, cantava e ballava, saltava e sudava suonando la tastiera, trasmettendo tutta la sua vitalità ed energia al giovanissimo pubblico.

mika3

Uno spettacolo nello spettacolo, tanti ragazzi che accompagnavano musica e parole con le mani alzate e saltando con lui.
Mentre cantava Big girls (You Are Beautiful), divertendosi un mondo, sono entrate in scena due ragazzone robuste che erano l’immagine della gioia e dell’allegria di vivere. Ballavano su e giù lungo il palco, s’intrufolavano tra gli strumentisti, con Mika che le abbracciava e lanciava loro sguardi complici d’intesa.

mika danza

Sentivo anch’io quel ritmo travolgente, battendo il tempo con le mani e con i piedi. Un concerto che mi ha restituito allegria in una serata grigia (e vuota), sollevandomi da pesi invisibili che mi trascinano giù.

“Può solo camminare” mi disse tempo fa una dottoressa dopo la radioterapia ossea, niente corse e nemmeno saltelli. Ma ieri sera mentre battevo il ritmo di una canzone dopo l’altra, ricacciavo indietro quelle parole e saltavo anch’io con Mika e con tutto il teatro!

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Chi è lo Stato? Siamo noi? Davvero?

Manifesto della protesta organizzata per dire di SI' al verde e NO ad altro cemento!

Manifesto della protesta organizzata per dire di SI’ al verde e NO ad altro cemento!

Sembra incredibile ma succede!
Da un comunicato dell’Adirt (Ass. difesa insediamenti rupestri e territorio), storica associazione da sempre attenta a salvaguardare i nostri beni culturali ed ambientali, paesaggio compreso, si apprende che a Bari Vecchia, nella zona demaniale portuale a pochi metri dal Castello, da Santa Chiara e da San Francesco, nel luogo dell’antico porto bizantino-normanno detto “la banchina”, sono in corso lavori per realizzare l’“ampliamento della sede degli uffici OO.MM. del Provveditorato interregionale alle OO.PP. di Puglia e Basilicata”.
Sono stati già abbattuti alberi d’alto fusto del giardino e si sta realizzando il primo piano fuori terra.

Il Demanio dello Stato – incurante di ogni considerazione – sta deturpando uno dei pochi spazi di Bari Vecchia che è rimasto integro,  pur avendone a disposizione tanti altri inutilizzati. L’edificio di tre piani più seminterrato, alto almeno 12 metri, si inserirà con pieno stridore nel paesaggio storico contermine, e comprometterà permanentemente l’inestimabile valore architettonico del Castello e della cortina edilizia di Bari Vecchia, oscurerà definitivamente la vista sul mare e introdurrà un insopportabile sovraccarico di uffici in un’area già intasata.

Fa tristezza e rabbia vedere che il Comune di Bari è inattivo ed inerme rispetto alle iniziative del Demanio statale e dell’Autorità portuale che decidono (e non è la prima volta!) le loro strategie in sprezzante autonomia rispetto alla pianificazione cittadina. Non so se la protesta corale di cittadini e cittadine, di comitati, associazioni e gruppi che vogliono bloccare i lavori in corso riuscirà a fermare questo scempio.

Ma se lo Stato siamo noi, non dovremmo essere ascoltati?!?