Archivi del mese: agosto 2014

Vivere in un limbo

Quand’ero piccola, mi colpiva molto sentir parlare del “limbo”.
Paradiso, purgatorio e inferno mi erano abbastanza chiari, d’altra parte le suore a scuola ci insegnavano a dividere sulla lavagna i buoni dai cattivi.
Tracciavamo sicuri una bella linea verticale con il gesso e come giudici inflessibili guardavano ogni movimento sospetto dei nostri compagni. Molti dei cattivi erano quelli meno simpatici…

limbo

 

Il limbo era invece per me un luogo strano e confuso, un luogo senza luce, senza gioia né dolore. Anche se pensare che ci andavano i bambini morti senza battesimo mi faceva una certa impressione.  Pensavo a tutti i bambini non cristiani del mondo, bambini di tutti i colori, che si trovavano lì tutti insieme senza colpa!

Oggi, a distanza di decenni, il significato di limbo mi è finalmente chiaro, perché mi sembra di viverci.  Le infusioni quindicinali di chemio mi stanno facendo vivere una strana estate: su Facebook immagini a go-go di mari azzurri e annunci (imprudenti) di partenze, mentre io qui a casa combatto con l’astenia e qualche altro effetto collaterale.

“Limbus” per i nostri avi latini era il “margine”, un luogo indefinito, un “non-luogo”. Ecco, io sto vivendo come in un limbo, questo luogo vago, incerto e malinconico, galleggiando piena di pensieri, nell’attesa dell’esame clinico che mi dirà se tutto questo sarà servito a qualc0sa.

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