Archivi del mese: novembre 2014

Dicono tutti che sono una donna forte…

18 giugno 2016 – Questa riflessione la dedico (postuma…) a Gabriella, una sorella piena di vita (nella foto mi abbraccia), che scoprì nel mese di ottobre 2014 di avere – come me – un cancro al polmone, ma questa scoperta l’ha distrutta psicologicamente, prima che fisicamente. Non ha accettato, dopo tante difficili prove della sua vita, anche questo colpo basso!
In soli sette mesi, mi/ci ha lasciati ed io, che le sopravvivo, mi rileggo di tanto in tanto questo post, cercando di “essere forte”… e di contenere il dolore immenso della sua assenza, che mi assale continuamente.

cris e gabry
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Eh sì, dicono tutti che sono una donna forte, una roccia addirittura!

Se fosse vivo mio padre, sorriderebbe senz’altro di soddisfazione. Lui che ha voluto mandarmi a centinaia di chilometri da casa a soli 11 anni, lontana da tutto (casa, famiglia, abitudini, luogo natìo, compagne di scuola, clima meridionale, ecc.) per correggere la mia timidezza patologica e l’insicurezza che mi affliggeva persino quando venivano gli zii a trovarci…
Purtroppo il blasonato collegio milanese non si è rivelato l’ambiente più idoneo per migliorare questi aspetti del mio carattere, anzi! Mi sentivo sempre un moscerino, avevo paura di tutto e questo terribile senso di continua inadeguatezza che mi bloccava veniva scambiato per mitezza. Poi qualche altro anno in un altro collegio – questa volta più a sud – e infine l’università.

Ero finalmente libera?
Facile a dirsi, ma provate a pensare ad una ragazza che ha sempre frequentato istituti privati di suore: dalla scuola dell’infanzia (che allora si chiamava “asilo” alle elementari e poi dalle medie alle superiori in un collegio, giorno e notte…

Timidezza, insicurezza e senso di inadeguatezza sono diventati scomodi compagni di vita. Non mi sono mai abituata ai sudori freddi, al tremolìo delle mani, al cuore che salta in gola all’improvviso, al timore incomprensibile (una fobia?) che mi prende quando devo telefonare a qualcuno. Mi fermo qui per pudore, non posso mettere in piazza tutta me stessa, no?

Però se vado indietro nel tempo, devo riconoscere che ho incontrato tante persone (a cui sono veramente grata) che mi hanno dato una bella spinta in avanti: ho imparato a chiedere la parola e a parlare in pubblico (con apparente tranquillità), a presiedere un’assemblea, a coordinare gruppi di lavoro nel mio ambito professionale, a intervenire in un dibattito politico (in uno sindacale, mai!), riuscendo a contenere l’ansia che faceva di tutto per bloccarmi. Tanti tasselli che mi hanno reso via via un po’ più sicura, solo un po’ non tantissimo.

E allora, da dove viene la forza che gli altri, mia sorella compresa, mi riconoscono oggi?
Me lo sono chiesto anch’io, tante e tante volte. Non trovavo una risposta, finché non ho capito che la forza (almeno la mia) non sta da nessuna parte, non è un deposito a cui puoi attingere se e quando vuoi.

Nel mio caso particolare, la scoperta di avere il cancro ha frullato tutto ciò che ero con tutte le esperienze vissute, è come se avesse fatto piazza pulita della bambina, della ragazza, della donna che ero stata. Ho visto davanti a me (non subito, certamente) un bivio: una strada che mi portava ad abbandonarmi al destino cinico e baro, a lasciarmi andare alla rabbia e alla delusione, al disorientamento e allo sconforto, a farmi invadere e distruggere dal dolore immenso che questa scoperta ti provoca. L’altra strada (molto meno chiara) era
quella in cui potevo decidere che forse per me era la volta buona per affrontare la (nuova) vita, la malattia, le terapie, la paura della morte, senza la spinta di nessuno, ma accogliendo l’aiuto di tutti quelli che mi vogliono bene.

mano-nella-manoNon sono una donna forte, non lo sono mai stata ma sto provando ad esserlo e vedo che spesso mi riesce bene.

Sto scoprendo la mia forza interiore volta per volta, situazione per situazione, ma sto scoprendo anche che è un dono prezioso che mi fa chi mi vuol bene e trova un suo modo tutto personale per dimostrarmelo, anche da lontano.

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