Rintanata tra le pagine di un libro, al sicuro tra i neri caratteri stampati

Stoner è il titolo di un libro, che mi è piombato in dono da un mio amico amante della lettura di buoni libri. Chissà, forse in libreria non l’avrei notato o forse sì. L’ho iniziato al termine di una notte quasi insonne, alle cinque del mattino e ho continuato a leggerlo, senza pause, a tratti con la testa tra le mani, fino alla fine.

Stoner è un uomo che vive una vita qualunque, quasi banale come sono un po’ le nostre vite, “una vita che sembra essere assai piatta e desolata”, come ci suggerisce Peter Cameron nella sua bella postfazione. Una trama che non attirerebbe nessuno. Ma la scrittura di John Williams rende unico questo personaggio, la sua vita “una storia appassionante, profonda e straziante”.
Mi sono ritrovata a volergli bene, a seguirlo passo passo nei suoi tentativi e negli errori madornali che compie, accorgendosene quasi subito dopo.

libri

 

Mi sono rintanata tra le pagine di questo libro come in un rifugio, Stoner mi ha portata lontana da me, in un altro mondo davvero. Ed è questo di cui ho bisogno ora, di leggere storie che non mi lascino il tempo di pensare troppo o forse no, forse ho bisogno di libri come Stoner che mi aiutino ad accettare i miei pensieri.

Libri come amici presso cui rifugiarsi, a cui aggrapparsi in un momento complicato da vivere, libri come Piangi pure di Lidia Ravera, una storia delicata e struggente, a tratti divertente, una storia d’amore tra due vecchi che non vogliono rinunciare a vivere il loro ultimo tratto.
Iris è una donna di 79 anni, che “custodisce, dentro di sé, una donna molto
più giovane di lei” come le dice C., lo psicoterapeuta che incontra al bar ogni giorno alla stessa ora per un caffè o per un Pernod e che – giorno dopo giorno – diventerà un amico prima, un amore più tardi, quando ormai la malattia di lui sta per strapparlo al mondo. La loro è una storia piena di vita, che non si lascia ingabbiare nei luoghi comuni e negli stereotipi di cui siamo spesso prigionieri.

Due libri che mi hanno aiutato a trascorrere il difficile tempo delle feste natalizie, che mi hanno reso un po’ più sopportabile la tristezza e il senso di solitudine, che le ultime parole del mio oncologo mi hanno provocato. Ed ora mi butto a capofitto tra le parole di un librone di quasi 900 pagine: Il cardelllino di Donna Tartt.

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10 risposte a “Rintanata tra le pagine di un libro, al sicuro tra i neri caratteri stampati

  1. le parole dell’oncologo…per la prima volta ho avuto paura nella mia vita ma…ma sopra le nuvole c’è sempre il sole e la vita è bella fin quando la possiamo raccontare e allora raccontiamola senza cattivi pensieri con un bel sorriso…

    Pablo Neruda mi ha prestato le sue parole. “Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l’acqua che d’improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d’argento che ti nasce.

    Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi e apre per me tutte le porte della vita.

    Amor mio, nell’ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d’improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada, ridi, perché il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.

    Vicino al mare, d’autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.

    Riditela della notte, del giorno, della luna, riditela delle strade contorte dell’isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l’aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei.

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  2. unazzurrocielo

    amavo tantissimo leggere, arrivavo a divorare anche un paio di libri a settimana, ora non riesco a concentrarmi su niente, pensa che qualche sera fa avevo voglia di leggere un… Topolino di mio figlio: una lettura molto distensiva ma sulla quale non riuscivo a stare attenta..sono una frana!
    Annamaria

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    • Ci sono passata anch’io, iniziavo (piú che altro per “buona volontá”…) a leggere e la testa era altrove, nulla riusciva a trattenermi sulla pagina, sulle storie raccontate che avevano perso ogni interesse. Qualche amica mi portava libri leggeri e divertenti, ma niente! La lettura, lo sai bene, é un processo attivo e se la testa é giá piena o ruota attorno ad altro, niente può obbligarla, fa quello che vuole. Per me ora é un miracolo riuscire a leggere di nuovo come prima, ho bisogno di non pensare alla mia storia, alle parole ascoltate qualche giorno fa e che risuonano continuamente, anche mentre mangio o cammino.
      Ciao Annamaria, se ci riesci anche Topolino va bene! Un augurio a noi due!
      Cristina

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  3. Grazie perché ti sento vicina e mi semplifichi la vita! Nello stesso tempo mi stimoli a leggere libri che forse non avrei notato. baci

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  4. Ciao Cristina, ti abbraccio… simbolicamente, ma forte forte!
    Hai letto L’amore ai tempi del colera, di Marquez? Anche quello parla di un amore maturo, mi è piacto tantissimo!
    Ciao!
    Andrea

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    • Strano, ma vero: non ho letto il libro di Marquez e lo metto in calendario.
      Ho iniziato invece il mastodontico libro della Tartt, Il cardellino e finora mi piace. Forse peró se potessi, come te, farmi una lunga passeggiata tra i monti, riuscirei a scrollarmi di dosso i fantasmi che mi placcano in questo periodo…
      Grazie della tua vicinanza e un abbraccio anche a te!
      Cristina

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  5. Hai ragione a volte non c’è proprio modo di leggere e quando si riesce non è facile trovare il libro adatto. Io durante le terapie ho sempre avuto bisogno di leggerezza e lieto fine (Harry Potter è stata un’ottima lettura:) ).
    Un abbraccio!

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    • Durante le terapie, leggo articoli di un magazine che hanno il pregio di essere brevi e ben scritti, parlano di tutto tranne che di politica politicante… e mi distraggono.
      In questo periodo invece mi inabisso nella lettura di libri che – per fortuna – mi stanno piacendo. Ho letto già la metà de Il cardellino di Donna Tartt e a parte qualche lungaggine, mi piace molto. Ciao! 😍

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