Archivi del mese: gennaio 2015

Carissime Greta e Vanessa…

Bentornate a casa!
Purtroppo la mia gioia per la vostra liberazione è durata poco, scalfita prima e affogata poi dalle centinaia di parole in libertà, di insulti volgari e (tanto per cambiare) a sfondo sessista, di commenti biechi e cinici che vi hanno accolto (sic!) diffondendosi in rete.

Una grande amarezza e una nausea crescente mi hanno lasciata in un primo tempo attonita e senza parole, di fronte allo stupidario di una schiera di anonimi imbecilli che alimentano – a loro insaputa? – i cumuli di spazzatura che vaga nel web, amplificandosi sempre di più. Le donne, è in sintesi il messaggio di questi questi maitre à penser, devono stare a casa, specialmente se sono giovani e inesperte (per definizione).

Ma la rabbia nel leggere i tweet di alcuni noti esponenti politici mi ha restituito lucidità e facoltà di parola, per stigmatizzare chi dovrebbe calibrare in modo responsabile i propri interventi, invece di spargere fango e diffondere informazioni non confermate.

Mi indignano soprattutto i commenti di gente che pontifica, seduta comodamente davanti al proprio computer, indifferente e incapace di aprire il cuore e la mente per provare a capire che cosa spinge due ragazze ventenni verso l’inferno siriano, due giovani donne che affrontano con coraggio un viaggio pericoloso, per portare il loro aiuto a persone come noi intrappolate in una carneficina senza fine, in fuga da bombe, razzie e stupri, in bilico tra la vita e la morte. Invece di chiudersi nel rassicurante recinto della propria famiglia e del paese in cui vivono.

siria

 

Carissime Greta e Vanessa, guardo i vostri volti e provo a cancellare tutto ciò che mi ha profondamente turbata, io – vecchia docente – vi ammiro e vorrei farvi sentire la mia solidarietà, incoraggiarvi ad essere forti ora che siete tornate in questa Italia piccola piccola, sempre più chiusa nelle sue paure e nel suo egoismo.

Ripensando alla vostra lunga prigionia, capirete sicuramente di aver fatto qualche errore, qualche imprudenza di troppo, ma io rispetto profondamente la vostra generosità e le ragioni che vi hanno spinto ad agire per soccorrere chi muore nelle guerre che insanguinano il nostro tempo, dall’altra parte del Mediterraneo, l’antico mare nostrum…

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