Carissime Greta e Vanessa…

Bentornate a casa!
Purtroppo la mia gioia per la vostra liberazione è durata poco, scalfita prima e affogata poi dalle centinaia di parole in libertà, di insulti volgari e (tanto per cambiare) a sfondo sessista, di commenti biechi e cinici che vi hanno accolto (sic!) diffondendosi in rete.

Una grande amarezza e una nausea crescente mi hanno lasciata in un primo tempo attonita e senza parole, di fronte allo stupidario di una schiera di anonimi imbecilli che alimentano – a loro insaputa? – i cumuli di spazzatura che vaga nel web, amplificandosi sempre di più. Le donne, è in sintesi il messaggio di questi questi maitre à penser, devono stare a casa, specialmente se sono giovani e inesperte (per definizione).

Ma la rabbia nel leggere i tweet di alcuni noti esponenti politici mi ha restituito lucidità e facoltà di parola, per stigmatizzare chi dovrebbe calibrare in modo responsabile i propri interventi, invece di spargere fango e diffondere informazioni non confermate.

Mi indignano soprattutto i commenti di gente che pontifica, seduta comodamente davanti al proprio computer, indifferente e incapace di aprire il cuore e la mente per provare a capire che cosa spinge due ragazze ventenni verso l’inferno siriano, due giovani donne che affrontano con coraggio un viaggio pericoloso, per portare il loro aiuto a persone come noi intrappolate in una carneficina senza fine, in fuga da bombe, razzie e stupri, in bilico tra la vita e la morte. Invece di chiudersi nel rassicurante recinto della propria famiglia e del paese in cui vivono.

siria

 

Carissime Greta e Vanessa, guardo i vostri volti e provo a cancellare tutto ciò che mi ha profondamente turbata, io – vecchia docente – vi ammiro e vorrei farvi sentire la mia solidarietà, incoraggiarvi ad essere forti ora che siete tornate in questa Italia piccola piccola, sempre più chiusa nelle sue paure e nel suo egoismo.

Ripensando alla vostra lunga prigionia, capirete sicuramente di aver fatto qualche errore, qualche imprudenza di troppo, ma io rispetto profondamente la vostra generosità e le ragioni che vi hanno spinto ad agire per soccorrere chi muore nelle guerre che insanguinano il nostro tempo, dall’altra parte del Mediterraneo, l’antico mare nostrum…

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19 risposte a “Carissime Greta e Vanessa…

  1. Concordo su tutto ma aggiungo…che è stata una generosità un po’ avventata e …un grazie comunque allo stato italiano

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  2. Ben detto Cristina, ben detto!
    Chi sparge letame è perchè ha solo quello da dare, ha solo quello dentro di se.

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  3. Sentendo la notizia che le ragazze chiedevanono scusa,mi sono venute le lacrime agli occhi…..scusa di cosa?scusa del loro coraggio di fare senza andare in copertina?scusa di dare senza chiedere?scusa di dare appoggio a chi non puo’ avere nulla che la paura.

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  4. La vita senza coraggio è vita piatta, una vita senza impronte dove il camminare è un andare avanti per inerzia di fantasmi. È il coraggio delle scelte, il coraggio di osare, di intraprendere un percorso fatto di ostacoli che aiutano la vita a brillare di luce propria. Ma alle volte, spesso, il coraggio richiede prudenza, capacità di lettura del dove si sta andando per evitare cadute pericolose. Ecco è la prudenza quella che è mancata a Greta e Vanessa ma ciò non vanifica il loro atto coraggioso che non richiede scuse da rivolgere a chissà chi. Il livore, la cattiveria che le hanno investite in questi giorni sono la testimonianza di chi il coraggio non l’ha mai avuto e di chi non ha lo sguardo proteso verso l’altro che soffre. Ecco il coraggio è solidarietà, è generosità,è farsi penetrare dalla sofferenza altrui. Ottimo testo ma non avevo dubbi.

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  5. angela maria garofalo

    Cristina, mi ritrovo in quello che hai scritto… sai trovare le parole giuste!… ho pianto quando ho sentito della liberazione… pianto di gioia e gratitudine verso queste “piccole” e giovani donne animate dal desiderio di poter “cambiare il mondo” … un pò avventate, certo … ma si saranno fidate di chi “ha preparato” il loro viaggio … spero che ora non si lascino “rapire” dalle tante televisioni che vorranno intervistarle solo per fare audience…

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  6. incollo qui il commento che ho scritto su un altro blog in risposta ad un articolo simile:

    Premetto che non mi addentro mai nelle storie in cui non si può mai arrivare ad una certa conclusione se non altro perché c’è la politica in mezzo e questo significa che non ho informazioni dettagliate e quindi non posso dare giudizi.
    Ma le domande è lecito farmele.
    Personalmente non ho mai creduto a questa storia a sfondo pseudo-sessuale delle due ragazze; i miei dubbi sono soltanto sull’esperienza che queste due possono avere a 21 anni di età e sulla loro poca conoscenza di un teatro bellico. (hanno affermato di non voler più tornare in Siria dopo aver visto cosa significa una zona di guerra. Potevano informarsi prima).
    Inoltre è inutile che tentino di dire che non è stato pagato alcun riscatto. Niente viene dato per niente e se è stato pagato un riscatto con i soldi degli italiani farebbero meglio ad ammetterlo subito tutti quelli che ne sono a conoscenza se non altro per fugare altri eventuali dubbi che potrebbero venire in mente agli italiani se passa la notizia che il riscatto non è stato pagato. E se non è stato pagato alcun riscatto perché le avrebbero rapite? Cosa ci avrebbero guadagnato i rapitori? Ma come, tutti gli stati dei rapiti ricevono richieste di denaro (vedi il Giappone proprio ieri) o di liberazione di altri terroristi e l’Italia la fa totalmente franca? Non cazzeggiamo….
    Chiudo con una curiosità. A me sono sembrate più in carne il giorno dell’arrivo a Roma che nella famosa foto che le vede abbracciate e sorridenti. Alloggiavano in un hotel cinque stelle all inclusive?

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    • Bruno…Bruno…Bruno… ma sei proprio un cattivone! E malpensante!
      L’importante è che loro siano salve! L’uovo oggi…e chi se ne frega delle galline di domani.
      Abbiano pagato una cifra che servirà per uccidere molte altre persone (ben più di 2), ma come si fa a essere così cinici? L’importante è che OGGI quelle 2 povere indifese altruiste ragazze siano felici.

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  7. Ma carissima yourcenar11 guarda che io non condivido nemmeno gli slanci dei maschietti che vanno a combattere per l’Isis attratti da un non meglio identificato fascino o ideologia che dir si voglia perché neanche loro sanno cosa significhi teatro di guerra così come non lo sapevano le due ragazze. O se lo sapevano lo hanno sottovalutato e se non lo hanno sottovalutato allora avevano una protezione e questo significa collaborazionismo con i terroristi. Scegli tu.

    Inoltre per rispondere al tuo intervento dove cui ti riferisci a coloro che si sfogano sui social network…..ti faccio presente che io in uno scenario terroristico (Crisi di Sigonella del 1985, leggi) ci sono stato e non mi è piaciuto per niente. Ho dovuto mettere la mia persona tra qualche malintenzionato e quelli come te che dormivano nel letto al calduccio e che il giorno seguente andavano a dimostrare contro la stessa base NATO di Sigonella che nella notte li aveva protetti e contro quella di Comiso.

    Sugli specchi si arrampicano quelli che si credono sempre nel giusto semplicemente perché seguaci di una certa ideologia che si crede da sempre moralmente superiore facendo finta di non accorgersi dei numerosi scandali in cui gli esponenti di tale ideologia sono coinvolti (Monte dei Paschi, immigrazione e…. Gino Paoli….tanto per dirne alcuni).

    E per concludere le due ragazze altruiste potevano anche adoperarsi facendo del bene a quanti soffrono magari accanto casa loro, in silenzio; non c’è bisogno di andare dove invece sono puntati i riflettori. Fermo restando che questo significa avere sufficiente benessere da potersi permettere di non cercarsi un lavoro (a 20 anni di solito si usa fare così) ma in fondo questo è il significato di essere “Radical Chic”: voto a sinistra e portafoglio a destra.

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    • Bruno, sei un mito. Fossi donna ti limonerei!

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      • Grazie Marco per l’invito a limonare ma ho gusti differenti.
        Colgo l’occasione per far notare a yourcenar11 che il “Mare Nostrum” non è il Mediterraneo come asserisce lei concludendo il suo articolo ma il Tirreno…

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    • “Ho dovuto mettere la mia persona tra qualche malintenzionato e quelli come te che dormivano nel letto al calduccio e che il giorno seguente andavano a dimostrare contro la stessa base NATO di Sigonella che nella notte li aveva protetti e contro quella di Comiso.”
      Caro Bruno come fai a giudicare persone che non conosci, come fai a sostenere tesi di storia dimostrando poca conoscenza della stessa e bene ha fatto yourcenari a risponderti conoscendo la nostra storia….Caro Bruno ti manca forse quell’umiltà che serve a far diventare grandi le persone rimanendo rigidamente chiuso in te stesso come se tu fossi l’unico portatore della verità..attento che rimedi solo brutte figure….

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  8. L’espressione “mare nostrum” fu usata per il Tirreno soltanto nella primissima fase delle conquiste romane; infatti dal 30 a.C. il “Mare nostrum” fu il nome romano del mar Mediterraneo, quando cioè il dominio dell’Impero si estese dalla Penisola iberica fino all’Egitto.
    Conoscere bene la propria storia non fa male.

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  9. Credo che anche voi abbiate appena commesso il medesimo errore. Venite a leggere nel mio blog qual’è il mio livello di conoscenza della storia e poi ne riparliamo.

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