Le nude pareti delle sale d’attesa degli ospedali

Chi si sottopone a frequenti visite mediche in ambito ospedaliero sa bene che deve fare i conti anche con lunghe attese in sale d’aspetto o corridoi, dove trascorre quel tempo sospeso, tra mille pensieri e stati d’animo, osservando gli altri pazienti o giocando con uno smartphone. Non parliamo poi delle camere di degenza…

Franco Fontana - Puglia 1987

Franco Fontana – Puglia 1987

Io sempre più spesso mi guardo intorno per vedere se l’ambiente è pulito e tenuto bene, fisso uno per uno gli arredi scelti, le sedie o le panche su cui sediamo (sono sempre comode?!?), i colori delle pareti, lo stile dei cartellini sulle porte degli studi medici, ecc. Quasi sempre, anche nei padiglioni più recenti, le pareti delle sale d’attesa sono desolatamente nude, al massimo troneggia un’icona religiosa (al sud stravincono padre Pio e la madonna). Quando si deve attrezzare un ospedale si pensa giustamente agli arredi indispensabili, dalle barelle ai letti alle poltrone, dai carrelli alle piantane portaflebo, dalle postazioni per uffici fino ai set da giardino.

Marc Chagall - coppia  azzurra

Marc Chagall – coppia azzurra

Ma quando mi trovo a trascorrere lunghi, lunghissimi minuti (talvolta ore, come ieri) seduta su una sedia metallica in paziente attesa di un controllo o di un colloquio, mi piacerebbe tanto avere lungo la traiettoria del mio sguardo qualche bella immagine di qualità che mi distragga, che riesca a portar via da lì almeno la mia mente: ritratti di persone (bimbi o adulti), immagini artistiche non banali o paesaggi particolarmente suggestivi. A chi tocca pensare a questo aspetto estetico (forse marginale), ma che aiuterebbe molto le schiere dei pazienti nelle tante sale d’attesa degli ospedali o quelle in cui io e tanti altri viviamo ore ed ore durante le sedute di chemioterapia?

Denis Hopper - Rooms by the Sea

Denis Hopper – Rooms by the Sea

Soltanto io avverto questa esigenza? Gli sguardi di tante persone sono spesso fissi nel vuoto o chiusi in se stessi, forse piacerebbe anche a loro volare sulla scia di un dipinto di Chagall o perdersi nell’atmosfera apparentemente immobile dei paesaggi di Hopper. Chissà!

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4 risposte a “Le nude pareti delle sale d’attesa degli ospedali

  1. l’attesa è il più lento susseguirsi di istanti, secondi, minuti,ore…guardi l’orologio e il tempo non è trascorso nonostante i mille e uno pensieri che l’hanno attraversato…ecco un ambiente non ospedalizzato in un ospedale potrebbe aiutare la comunicazione, il dialogo fra persone che aspettano e aspettano e così il tempo passa in armonia…

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  2. angarofalo@alice.it

    quanto è vero quello che dici Cristina… al San Paolo quindici anni fà… nel reparto della dott. Ancona … mi “sorprese” positivamene il vedere, appese alle pareti, una serie di belle foto che riprendevano le donne di tutto il mondo nelle “pose” della loro quotidianità … Chissà, è una sensibilità solo femminile?…

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    • Cara Angela, penso che in questo campo la sensibilità delle donne-medico sia maggiore di quella dei loro colleghi. Il reparto di Senologia dell’ospedale S. Paolo di Bari ne è la testimonianza: tutto l’ambiente si sforza di essere accogliente, compresi gli angoli in cui ci sono composizioni floreali. Non credo sia un caso che il reparto sia guidato da una donna!

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