Cara Gabriella, sei nei miei occhi…

Come tradurre il dolore enorme per la tua morte, Gabriella, sorella mia?
Sei nei miei occhi, sento le tue parole, vedo la tua immensa tristezza per essere stata colpita – anche tu come me – da un tumore che ti ha portata via in un baleno. Insieme alla tua voglia di vivere, di uscire e di girare per le strade guardando le vetrine, insieme alla tua consuetudine di entrare in libreria e parlare poi anche con me di libri e di poesia.

Con quanta curiosità guardavi le belle vetrine!

Con quanta curiosità guardavi le belle vetrine!

Ricordo il messaggio su WhatsApp in cui ti parlavo dell’ ultimo libro che mi hai regalato, La nostalgia felice, letto quasi tutto durante la chemio e che mi ha aiutata a riprendere a leggere (la malattia fa anche questi scherzi, ti fa mulinare la mente senza farti capire una parola di quelle righe scritte… e anche a te è successo!).

la-nostalgia-felice-amelie-nothomb

Sulla mia scrivania c’è ancora l’ultimo libro “Il giudizio del poeta – Immaginazione letteraria e vita civile”, prestato l’11 marzo scorso e da te sottolineato in più punti (ora riesco a leggere solo quelli), e forse solo ora capisco qual era il senso profondo del tuo amore per la letteratura.

Qui l’autrice, Martha C. Nussbaum, esplora l’idea di un’etica della letteratura fondata sul suo carattere di conoscenza tipicamente affettiva, empatica e identificativa: il lettore di un romanzo entra infatti nei panni dei diversi personaggi, ne condivide le esperienze e impara a conoscere dall’interno i loro sentimenti e le loro idee e questa sua abitudine ad immedesimarsi negli altri non può che aumentare la sua tolleranza e la sua comprensione nella vita quotidiana, rendendolo meno dogmatico e più democratico, com’eri tu.

libro Gabry

Presentando ogni personaggio nella sua individualità, il romanzo aiuta ad eliminare quegli stereotipi che spesso condizionano l’opinione diffusa, in cui di frequente una singola persona, con la sua storia e la sua specificità, viene ricondotta a una categoria generale (ad es. gli immigrati).
La letteratura, per la ricchezza e la specificità delle conoscenze umane che trasmette, si oppone di fatto a queste semplificazioni descrittive, che in genere preludono all’esclusione, all’emarginazione e alla violenza.
E’ di questo che si è nutrito il tuo spirito libero, non giudicante.

Cara Gabriella, ti rivedo con i tuoi libri (una selezione mai banale) e ripenso ai discorsi che facevamo quasi sempre in perfetta sintonia.
Tu sei stata un mix ben riuscito di profondità e leggerezza, di informalità ed eleganza, ironica e dolce, capace di regalare agli altri la migliore immagine di te, nascondendo ben bene ciò che ti angustiava.

Milano, 23 novembre 2013 Immersa nei tuoi cari libri...

Milano, 23 novembre 2013
Immersa nei tuoi cari libri…

Ti sei circondata di cose belle e ho nella mente il tuo occhio infallibile che mi scrutava con affetto e severità insieme, quando vedevi che mi lasciavo andare e mi vestivo sempre con la stessa ‘divisa’… Ora proverò a guardarmi con i tuoi occhi, che sapevano scovare una bella camicia o una sciarpetta carina anche in mezzo ad un mucchio di stracci.
Non hai avuto una vita facile, ciò nonostante sei stata la mia sorellina allegra, vivace e stimolante, amante della compagnia e ti ho perduta proprio quando – dopo anni di lontananza e di separazione – ci eravamo ritrovate!

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8 risposte a “Cara Gabriella, sei nei miei occhi…

  1. carissima, mi è venuta la pelle d’oca, purtroppo non ci sono parole. Un abbraccio a Gabriella, a te e al tuo coraggio!

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  2. Oh cara, mi dispiace davvero molto. Ti abbraccio forte. Scusa se non riesco a trovare altre parole.

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  3. unazzurrocielo

    non credo che si possano trovare parole per un dolore così grande, ti lascio un grandissimo abbraccio

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  4. laura Iacobellis

    ricorderò sempre la sua discrezione e signorilità. Il suo sorriso che regalava appena la salutavi, il mio rammarico è di non averla conosciuta meglio nonostante 20 anni di vicinanza nello stesso pianerottolo.

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    • Quasi sempre chi “convive” con noi in condominio rimane sconosciuto. Passano gli anni e ci si sfiora, con un saluto, un sorriso, qualche parola. Niente di piú. Per questo apprezzo molto le iniziative – spesso molto belle – che in alcune cittá d’Italia riuniscono i condómini, che in caso contrario si vedono solo alle rarissime assemblee condominiali (non sempre pacifiche…).
      Grazie della visita al mio blog!

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