Uomini e donne dai mille passi

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Camminano su e giù lungo le spiagge, carichi della loro merce, a volte si fermano a guardarti, ti fanno un saluto e non sempre si aspettano un cenno. Ma appena gli sorridi, eccoli lì sotto il tuo ombrellone, pronti a mostrarti uno dei loro oggetti, nugoli di cose che si portano dietro accatastate le une sulle altre.
Non s’immagina quanta roba sono capaci di tirar fuori da borse, borsoni, sacchetti e cappelli.

Io guardo continuamente i venditori di spiaggia, guardo i loro visi, le ciabatte o le scarpe che hanno ai piedi, come sono vestiti, il loro sudore, la bravura di chi si ferma gentilmente appena capisce che forse forse c’è qualcuno realmente interessato a comprare qualcosa, la loro capacità di contrattare il prezzo e mi piacerebbe conoscere le loro storie. Da dove vengono, da quanto tempo sono tra noi, che esperienze hanno accumulato, dove vivono in estate e in inverno, quanto riescono a racimolare con i loro mille passi, se mandano qualcosa alle famiglie lontane…
Mi chiedo se sono donne e uomini soli, se hanno il desiderio di una mano dolce, di una tenerezza o di un amore che li aspetta. Ora li guardo con un interesse ancora maggiore, ricordando la curiosità di mia sorella, che non se ne perdeva uno!
Con fare sornione si avvicinava appena uno/a di loro si fermava e con le mani dietro osservava tutto e tante volte chiamava me per farmi vedere qualcosa di carino.
Io sempre un po’ riluttante la raggiungevo per scoprire ciò che già sapevo: lei riusciva a scovare, in mezzo a tante cianfrusaglie, la cosa più carina, la guardava, ci pensava, chiedeva il mio parere ma io sapevo che aveva già deciso di prenderla. E non sbagliava mai!

Ora che non ci sei più, io più imbranata di prima, mi limito a fare la sociologa da strapazzo, li osservo e poi penso a te. E come faccio a non pensarti?

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2 risposte a “Uomini e donne dai mille passi

  1. Sai che io un anno ho conosciuto bene uno di questi ragazzi, abbiamo passato del tempo insieme, con mia figlia e mio marito. Un ragazzo speciale. Sono contenta che tua sia riuscita ad andare al mare e spero davvero che questo sia l’inizio di una risalita senza sosta. Come vanno le nuove cure? E…so quanto sia duro pensare a lei. Un grandissimo abbraccio

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  2. Cara Elena, entrare in acqua e fare il bagno dopo tanto tempo è stata una gioia tale che mi sono commossa. La terapia sperimentale sembra che funzioni, ma rimango con i piedi per terra; già poter andare al mare è come una rinascita… Quando mi siedo all’ombra talvolta leggo, ma mi piace guardarmi intorno e osservare, anche il via vai di ragazzi e di uomini non più giovanissimi, con i loro carichi di merce.
    Mi piace guardarli, regalare un sorriso, offrire un bicchiere d’acqua e se ne hanno voglia parlare con qualcuno di loro. Ultimamente ho comprato tre libri di testimonianze di senegalesi e il venditore, giovanissimo, mi ha riservato naturalmente un sorriso tutto speciale! Quanta storia si portano dietro, quanti chilometri macinano sotto il sole, ogni giorno, dal mattino al tramonto e anche oltre…
    Ciao cara, grazie e un bell’abbraccio anche a te!

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