Oggi, una bella mattinata di terapia

Generalmente arrivo la mattina della mia terapia all’Istituto Oncologico quasi sempre con uno stato d’animo sospeso, perché non so mai bene come andrà, con quali persone mi troverò a condividere questi momenti di vita piuttosto delicati: infatti a volte ci si guarda e si rimane tutti in religioso silenzio, in compagnia dei propri pensieri o di una lettura, mentre in altri giorni c’è qualcuno/a che inizia a parlare, ma… non sempre è piacevole ascoltare ciò che dice.

Stamattina mi sentivo bene e sono arrivata in ospedale con uno spirito positivo, che non mi ha abbandonata (come spesso mi succede) nemmeno di fronte a persone che stavano visibilmente male. Poi dopo un po’ di attesa, mi hanno chiamata e mi sono sistemata sulla mia poltrona, dopo aver salutato tutte le donne presenti con un sorriso.

Lentamente, non so ad opera di chi, è partita una conversazione, ma io sono rimasta inizialmente in silenzio per capire quale piega stava prendendo il fiume di parole che da un lato all’altro della stanza s’incrociavano e si moltiplicavano.
Nell’aria però sentivo parole di coraggio, di forza e di speranza, qualche semplice consiglio che qualcuna delle pazienti stava dando ad una giovane mamma che si/ci chiedeva come si fa a non piangere davanti ai propri figli…

È stato allora che ho guardato il viso di ognuna di loro, persone molto diverse per età, abbigliamento e per atteggiamento, ma in ognuna di loro ho visto la bellezza di tutte noi! Noi che, pur toccate da un tumore, eravamo lì a curarci, con la consapevolezza di ciò che stavamo facendo e con un pensiero, esplicito e detto a voce chiara, a chi non ce l’ha fatta, a chi ha iniziato le cure e ha dovuto interromperle, a tutte quelle persone che non hanno fatto nemmeno in tempo a capire il terremoto che le avrebbe annientate. Io pensavo ovviamente anche a Gabriella, mia sorella, che non ha retto a una randellata così forte…

sala infusione
Ciononostante, è stata bella una mattinata di terapia, sembravamo un gruppo di auto-aiuto senza una leader, ma tutte tacitamente d’accordo ad esprimere con onestà i nostri vissuti e a dare forza con le parole e gli sguardi a questa giovane mamma che ci ascoltava, ci sorrideva e sembrava liberarsi delle sue paure: ascoltava me che da cinque anni mi curo con tutti gli alti e bassi, me che come le altre sono passata dalla terribile esperienza di veder cadere tutti i capelli con la gioia poi di vederli ricrescere più forti di prima, ascoltava un’altra occasionale compagna d’avventura che le raccontava del tatuaggio perfetto (praticamente invisibile) delle sue sopracciglia e di un’altra che le confessava l’emozione di aspettare un nipotino da sua figlia e questo le dava una forza immensa…

L’infermiera, giovanissima e brava, ci ascoltava continuando a fare il suo lavoro senza distrarsi e ogni tanto ci regalava uno sguardo, un cenno di assenso o un sorriso. Ammalarsi di cancro ti sconvolge la vita, ma può regalare momenti indimenticabili di gioia e di solidarietà non esibita, ti fa scoprire l’essenza delle persone che incontri e ti aiuta a capire veramente chi sei e quanto sei fortunata se non sei sola in questa sfida spesso impari!

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11 risposte a “Oggi, una bella mattinata di terapia

  1. Anna A. Tomasicchio

    Cara Cristina, il tuo terremoto è con me, il tuo coraggio è con me, il tuo “audace Coraggio” è con me (nota:non avevo pensato di scrivere coraggio con la c maiuscola è venuto da se: Ah! potenza dei neutrini !! ). Sei con me come FORZA della VITA, nonostante tutto e al di là di tutto, e mi aiuti nel ravvedermi e “convertirmi” nei miei limiti. Grazie per la tua autenticità e per l’intimità tutta femminile che mi doni. Ti abbraccio in modo caloroso e dolce. Anna

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    • Cara Anna, in realtà non mi sento cosí coraggiosa… Cerco di trovare dove posso l’energia necessaria per andare avanti e vivere bene il mio presente, perché al futuro non ci voglio pensare. Mi fa paura e poi non serve, non lo conosce nessuno di noi. Grazie delle tue parole, grazie davvero, sempre!
      Un abbraccio 🐳🐬

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  2. 🙂 un forte abbraccio! Grazie per questa tua testimonianza….
    Chiara

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  3. Un feeling forte quello che mi porta a leggere i tuoi pensieri così profondi e autentici che in qualche modo li vedo riflessi, nei miei.
    Un abbraccio, ciao Cristina.

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    • Spesso siamo uno specchio per gli altri e magari non ce ne accorgiamo. Anche a me piace farmi stimolare da ció che leggo, mi fa pensare e sento una corrente misteriosa che ci unisce. Dietro il virtuale, ci siamo noi, tutti interi! Ciao Drimer! 🤓😎

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  4. Sembrerà strano ma una malattia come il cancro ci pone di fronte i pensieri più profondi,più intimi che nell’affrontare la paura verso il futuro, che appare limitato, fa scoprire tutto l’amore per la vita e questa ci fornisce tutto il coraggio necessario per affrontare il “toro per le corna”. Coraggio? pensavamo di non averne e invece era lì, tutto dentro di noi dove basta lo sguardo, la stretta di mano di chi condivide tutte le paure per continuare a percorrere insieme le molteplici strade del futuro che piano piano non appare più limitato e la malattia sembra lontana. Spesso, molto spesso, non siamo consapevoli del nostro coraggio ma affrontare il futuro, nonostante tutto, con la forza del sorriso ne è la migliore dimostrazione per se stessi e per gli altri. E questo riesci a farlo: avanti tutta!

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    • È vero, Carlo, pensavamo di soccombere e invece… ci sono momenti in cui – sembrerà strano – ma riusciamo a dimenticare il peso immenso che portiamo sulle spalle. Ed è allora che ci sentiamo leggeri e felici.
      Come mi è capitato stamattina, per esempio, mentre guardavo i giovani papà giocare in acqua con i loro piccoli, mentre insieme ci scambiamo sguardi complici su tante piccole, invisibili cose che (forse…) solo noi due vediamo! Il bello della vita è davanti a noi, basta aprire l’animo e rendere attivi tutti e cinque i nostri sensi + uno!

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  5. la bellezza, perchè eravate senza dubbio belle, si nasconde nei luoghi e nelle condizioni più impensate, come nella vostra sala di terapia.
    grazie
    ml

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    • Hai colto nel segno; da quando ho scoperto di essere ammalata di cancro (chissà da quanto tempo lavorava dentro di me in silenzio e senza alcun sintomo!), cerco dovunque posso sprazzi e frammenti di bellezza. È l’unica cosa che mi dà gioia, insieme alla bellezza della profondità che puó raggiungere un amore coniugale. Grazie e un caro saluto
      Cristina

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