25 nov. 2016: un grazie di cuore a Laura Boldrini e alle colleghe della mia scuola!

Il coraggio di una donna con una funzione pubblica, che dà il suo contributo al 25 nov. 2016!

Il coraggio di una donna con una funzione pubblica, che dà il suo contributo al 25 nov. 2016!

Spesso mi sembra di vivere ancora all’età della pietra, almeno per quanto riguarda il rapporto tra donne e uomini. Basta dare un’occhiata ai post che riceve ogni giorno una donna come Laura Boldrini con un’alta visibilità, a causa della sua funzione pubblica.

E invece siamo nel 2016… e la storia continua a fare passi indietro!

Perché proprio questa giornata?


Il 25 novembre ricorda il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui contrastarono il regime del dittatore Rafael Leonidas Trujillo nel 1960, colui che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

Dal 1999, le Nazioni Unite hanno reso istituzionale questa giornata, invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere e creando consapevolezza del problema, protraendolo nel quotidiano.

Importante diventa allora il lavoro di ognuno di noi, uomini e donne, tutto l’anno nei nostri ambienti di vita, un lavoro di informazione civile sull’identità di ogni persona, di consapevolezza sulle dinamiche della relazione tra uomini e donne (quante volte se ne parla in famiglia?), il rispetto di ogni differenza e dell’alterità dei bambini e delle bambine da parte degli adulti e dell’ambiente in cui crescono. Le famiglie e la scuola (ma non solo) sono secondo me in prima linea, i canali privilegiati per sensibilizzare bambini e ragazzi, bambine e ragazze, per farli crescere e vivere in un mondo dove tutte le persone, in particolare le donne di qualsiasi continente, non debbano sempre sentirsi degli oggetti  sotto assedio.

Ho ammirato la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, che ha voluto rendere noto un piccolo campionario con tanto di nome e cognome degli insulti sessisti e volgari, che riceve ogni giorno sui social. Lo denuncia da tempo, ma oggi l’ha fatto a nome di tutte quelle ragazze e donne che tante volte subiscono in silenzio e soffrono, senza avere il coraggio di denunciare, paralizzate dalla paura.

Ho apprezzato molto la scuola dove prima insegnavo, la scuola media Carducci di Bari, che oggi, grazie ad alcune colleghe in gamba, ha fatto vivere agli studenti e alle studentesse una giornata da ricordare.

25 nov. 2016: scuola media Carducci di Bari

25 nov. 2016: scuola media Carducci di Bari

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8 risposte a “25 nov. 2016: un grazie di cuore a Laura Boldrini e alle colleghe della mia scuola!

  1. Il problema è che viviamo in un Paese dove il prezzo della libertà pagato dai nostri nonni e padri non se lo ricorda più nessuno. La libertà, un bene così prezioso che andrebbe usato con cura, amore e parsimonia, viene utilizzata da questi beceri animali per sfogare la rabbia accumulata con i propri fallimenti. Forse si dovrebbe fare un passo indietro con le garanzie e insegnare le buone maniere a queste bestie nel solo linguaggio che conoscono.

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    • Quando il degrado avanza, è come una valanga che scendendo s’ingrossa sempre più, travolgendo tutto ciò che incontra. Famiglie che spesso non si incontrano nemmeno durante i pasti, scuole ridotte allo stretto indispensabile dai tagli continui… e non proseguo, il discorso sarebbe lungo e troppo articolato per un post. Per anni, da insegnante, andavo a scuola anche il pomeriggio per i progetti di educazione emotiva, affettiva e sessuale, mentre altri colleghi si impegnavano in palestra o nei laboratori di informatica. Ora mi dicono sconsolati che si lavora solo al mattino, perché mancano fondi anche per pagare lo straordinario ai bidelli. E vedo frotte di ragazzi e ragazze o per strada o chiusi in casa a chattare. Ma credo che importi a pochi capire che adulti diventeranno…

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      • Hai ragione Cristina, il degrado c’è, ma c’è anche tanta brava gente e tanti valori come la solidarietà. Oggi facendo la spesa ho incontrato i volontari che raccoglievano prodotti alimentari per i bisognosi e sono stato felice di acquistare per loro pasta, omogeneizzati e altri generi. Abbiamo scambiato qualche parola e ho visto sguardi buoni, di persone che donano il loro tempo per fare del bene. Abbiamo bisogno di vedere esempi cosi e non quei bifolchi capaci solo di insultare e distruggere.

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      • Infatti è grazie a tanti che continuiamo tutti a sperare! Anch’io conosco davvero tante persone, volontari puri, che donano il loro tempo per gli altri. 😍

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  2. La cosa inquietante è il fatto di sfogare questa rabbia nonostante la mancanza di anonimato. Uno sceglie di dire quelle volgarità esponendo anche il proprio nome e cognome. Si sono fatti corrodere x bene.

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    • Sono persone che non hanno nulla da perdere (nemmeno l’attaccamento al loro nome, se è quello vero…), non sono consapevoli degli strumenti che usano e di quali effetti producano, chi scrive quel genere di post è gente frustrata, piena di rancore, ce l’ha col mondo intero, incapace di capire in quale baratro di ignoranza vive. Scarica all’esterno la propria incapacità di “stare al mondo” e ha bisogno di un nemico, che faccia da capro espiatorio. E allora, chi meglio di una donna come la Boldrini, così visibile e coraggiosa?

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    • Credo che internet, per chi ci naviga senza dimestichezza, dia un’illusione di anonimato. Meglio così, oltre alla figuraccia impareranno anche qualcosa.

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