Le “Dolorose considerazioni del cuore” e “il coraggio della verità”

Mentre poco fa entravo nella mia stanza studio, sono stata colpita dal titolo di un libro di Sandra Petrignani, che mi sono proposta di leggere: Dolorose considerazioni del cuore, che delinea l’ “autobiografia di una donna borderline”.

libro
Ma il titolo ha richiamato alla mente ben altro argomento, mi ha riportata a ciò che sta succedendo in questi giorni, sintetizzando perfettamente i miei pensieri e gli stati d’animo, rispetto allo sbandierato accordo Italia-Libia:
“Fredde osservazioni della mente e dolorose considerazioni del cuore”
(E. Ginzburg, Viaggio nella vertigine).

Infatti, dopo la chiusura della rotta balcanica, è la Libia uno dei punti principali da cui partono i migranti, da qui l’idea di chiudere la rotta nel Mediterraneo Centrale. Per questo Gentiloni, capo del nostro governo, ha firmato a Roma il 2 febbraio un’intesa con il premier di Tripoli Fayez al-Sarraj, con i complimenti e i sorrisi soddisfatti dei 28 partners dell’UE, riuniti il giorno dopo a Malta.

Libia e Tunisia: migliaia di persone in fuga - da Sky TG24

Libia e Tunisia: migliaia di persone in fuga – da Sky TG24

Solo qualche numero: il mare nostrum è stato attraversato nel 2016 da 181.436 migranti, ma ne ha inghiottiti altri 4.576, che hanno perso la vita insieme alla loro speranza di futuro. Numeri da brivido, perché stiamo parlando di persone, di uomini, donne e bambini!

Farah, 10 anni, al campo di Zaatari, in Giordania - da Oxfamitalia.org

Farah, 10 anni, al campo di Zaatari, in Giordania – da Oxfamitalia.org

Mi ha dato molto fastidio il tono trionfalistico con cui Gentiloni ha esaltato il suo accordo con Fayez al-Sarraj, che in realtà controlla soltanto una parte del suo Paese e ha quindi ben poca autorità per renderlo efficace.

La chiusura della frontiera meridionale libica significa bloccare tutte le persone provenienti dai paesi dell’Africa sub-sahariana, che già ora (si calcola siano circa 260.000, se non 300.000) sono arrestate e tenute in detenzione senza processo legale, senza alcun modo per opporsi o fare ricorso, e senza contatto con il mondo esterno.
Sono le accuse di chi come Arjan Hehenkamp, uno dei direttori generali di Medici senza Frontiere (Msf), ha visto con i propri occhi queste situazioni disumane e denuncia che «i detenuti sono sottoposti spesso a violenze, stupri e ricatti. Mi hanno pregato – continua – di contattare le loro famiglie per far sapere che erano ancora vivi. Non avevano idea di quale sarebbe stato il loro destino, sebbene fossero già imprigionati da mesi ormai».

Bimba in fuga - da tgcom24.mediaset.it

Bimba in fuga – da tgcom24.mediaset.it

Proprio l’Unhcr, l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, e l’Oim, l’Organizzazione internazionale delle Migrazioni (organismi che pure dovrebbero essere coinvolti nella gestione del piano di accoglienza dei rifugiati in Libia, nelle intenzioni del governo italiano) ritengono che «nella situazione attuale, la Libia non possa essere considerato un paese terzo sicuro, né si possano avviare procedure extra-territoriali per l’esame delle domande di asilo in nord Africa».

In Ungheria rifugiati trattati come bestie... Da "Left"

In Ungheria rifugiati trattati come bestie…
Da “Left”

Io penso che non solo l’accordo non funzionerà, ma che ben altra strada doveva essere perseguita dall’Italia come dall’Europa: quella di aprire canali umanitari legali e sicuri per le persone in fuga, sottraendole ai trafficanti di “merce” umana e indebolendo nel contempo le reti criminali.

Si scelgono invece le strade più facili, per motivi prettamente politici, cioè per indebolire le forze populiste che dilagano in Europa, senza avere la lungimiranza di costruire un progetto comune e senza il coraggio di una donna come Emma Bonino, ex ministra degli Esteri, che dice “basta alle bufale” che parlano sempre e solo di emergenza, da anni e anni!
Una donna nuovamente in campo per superare una legge vecchia di 15 anni, la Bossi-Fini, e per smontare “un racconto falso che non sta in piedi, perché – afferma – se non ci fossero i migranti, se non arrivassero, tra qualche tempo dovremmo andare a prenderceli noi. Abbiamo “bisogno” di 160.000 persone all’anno per dieci anni. Siamo un continente ricco e vecchio. E loro ci servono, banalmente. Occorre solo organizzarsi” e lavorare seriamente per l’integrazione. Soprattutto io credo che occorra parlare con le persone, per riuscire a smontare la marea di stereotipi e pregiudizi: è un’invasione, ci rubano il lavoro, non possiamo accoglierli tutti, ecc.

left

Sul numero 4 di Left di quest’anno Emma Bonino, sempre molto informata sui numeri e sui fatti, spiega bene il suo ragionamento e com’è nata la proposta di una legge di iniziativa popolare, frutto di lunghe consultazioni con i sindaci di tantissime città d’Italia e con chi lavora su questo terreno da tempo. Una donna con “il coraggio della verità” e che con le sue azioni politiche è riuscita a far fare molti passi avanti a questa Italietta, piccola piccola…

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10 risposte a “Le “Dolorose considerazioni del cuore” e “il coraggio della verità”

  1. In tutta questa lunga e brutta storia emerge constantemente come i migranti a prescindere dal loro luogo di provenienza sono considerati numeri da giocare intorno al tavolo della politica dei poteri forti che poi non riescono a vedere al di là della propria punta del naso. Il coraggio della verità parte da una premessa. persone e non numeri.

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  2. angela garofalo

    Cristina, come al solito – mi dai sempre spunti nuovi per argomentare con persone fuori dalla “nostra cerchia” – hai fatto una sintesi chiara e puntuale su questo che è argomento complesso …

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    • Grazie Angela, io rimugino – come i bovini – ciò che leggo, ciò che avviene e maturo lentamente idee e riflessioni, che poi mi esplodono al minimo pretesto.
      Leggendo quel titolo, ho iniziato a pensare prima a Gabriella che non c’è più, poi la mia mente ha preso da sola quest’altra strada…

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  3. Grazie! Sono contenta delle tue argomentazioni documentate. Mi sento impotente di fronte alla pochezza e all’avidità dell’uomo. Sostengo come posso i corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio.

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    • Sostengo anch’io i corridoi umanitari, ma mi chiedo come mai ciò che riescono a fare associazioni e Tavola valdese, non possano organizzarlo gli Stati (l’intera UE). O meglio, la risposta la conosco e l’ho scritta nel post: per fermare l’ondata populista e raccattare voti.
      La politica debole si affida al presente, perché incapace di progettare azioni a lungo termine, che sarebbero impopolari.
      Non di vedono attualmente veri statisti all’orizzonte, forse la Merkel è una donna di coraggio. Vedremo…
      Grazie a te, Nunzia, del tuo commento!

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  4. Ottimo articolo, un argomento che mi procura tanta tristezza. Sto cercando in zona associazioni che si occupino di profughi, per provare a sentirmi utile. Dovremmo agire tutti e scrivere tutti. Tutti quelli che non sono stati contaminati dall’odio verso chi ha bisogno…

    Di Sandra Petrignani ho letto il bellissimo “La scrittrice abita qui” che ti consiglo nel caso non l’avessi letto.

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    • Siamo in piena sintonia…
      Grazie del tuo consiglio di lettura, non conosco questo libro di un’autrice che mi piace molto. Mentre leggi le sue pagine, la senti vicina a te.
      Un abbraccio e grazie del tuo passaggio 🤗

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  5. Il circolo è sempre lo stesso: prima i paesi “ricchi” del mondo impoveriscono, bombardano distruggono questi luoghi e purtroppo le culture locali di paesi più “deboli” ( perché meno feroci), per il semplice fatto che in realtà si vogliono impadronire delle loro ricchezze. Distruggendo le culture locali. Paesi impoveriti che si trovano a fare guerre anche tra di loro senza nemmeno sapere perché, visto che perdendo la loro cultura perdono la loro identità, e che ad un certo punto (giustamente) iniziano a cercare riparo in quelle poche oasi rimaste e cioè negli stessi paesi “ricchi” che hanno generato tutto questo, che però li trattano come un dente fastidioso da eliminare, niente di più. Poi ci domandiamo da dove escono fuori i totalitarismi e gli estremismi. Da questo. È una storia ormai vecchia 600 anni. Grazie del bell’articolo 🙂

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    • Grazie a te del contributo di pensiero e di umanità, in tempi così oscuri.
      Se in tanti esprimessimo il nostro pensiero in merito, non credo che i razzisti sarebbero la maggioranza. Purtroppo i silenzi danno fiato a chi grida più forte!

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