Archivi del mese: settembre 2018

“Non lo sopporto più / il rumore della storia…”

Quando non sto molto bene, mi sento come in una bolla, come se mi trovassi chiusa in un barattolo sotto vuoto, anche se continuo a seguire con le mie antenne invisibili tutto ciò che accade intorno a me. 
Tante sono le cose che non mi piacciono, di cui vorrei avere la forza di scriverne, ma devo arrendermi alla situazione.

E allora mi aggrappo ai versi dei poeti che amo.
Ieri leggevo “Settembre” di Pierluigi Cappello:

“… sei qui, come una cosa sottratta
in questa calma di non appartenere…”.
Lui sapeva bene come ci si sente a vivere una vita in cui il corpo non ti risponde e a cui devi comunque dedicare tutta una serie di “attenzioni”, mentre vorresti essere altrove.

Oggi invece mi rifugio per esprimermi
nei versi amati di Giorgio Caproni in 

Albaro

Se al crepuscolo, almeno, ci fosse,
dietro i vetri, il mare…
Amore…
Tremore in trasparenza…
Se almeno
questo fosse il rumore
del mare…
Non
lo sopporto più il rumore
della storia…
Vento
afono…
Glissando…
Sparire
come il giorno che muore
dietro i vetri…
Il mare…
Il mare in luogo della storia…
Oh, amore.

No, “non lo sopporto più il rumore della storia…” 
e appena ne avrò le forze, riuscirò anche a dire perché!

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Fermate ‘sto scempio prima che sia tardi.

La Zitella Felice

Spero vi siate tutti/e informati/e su cosa sia il ddl Pillon che sta per venire discusso. Se ancora non l’avete fatto è il momento di cominciare, perché questa riforma del diritto di famiglia rischia di passare e di prendere le istanze dei soliti misogini separati e renderle legge. Faccio un brevissimo riassunto su quanto prevede l’obbrobrio:

1. Il bambino dovrebbe passare il tempo ripartito in modo uguale tra i due genitori. (Cosa di per sé impraticabile nella realtà: vi immaginate una cosa semplice come la gestione scolastica? Dove hai lasciato il libro di inglese? Dalla mamma! Mannaggia!…figuriamoci il resto).

2. Obbligo di mediazione familiare A PAGAMENTO per chi si vuole separare. (Ma dico io, siamo scemi? Se decido di separarmi lo decido, punto. E chi non ha i soldi che fa, deve restare sposato per forza? Si vocifera altresì che l’eponimo del ddl sia titolare di uno studio di mediazione…

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