E il naufragar m’è dolce… (?)

Se il grande Giacomo Leopardi fosse un nostro contemporaneo, forse correggerebbe lo splendido verso de L’infinito, anche se il suo era il mare di verde che poteva abbracciare con il suo sguardo.

Questo verbo non mi abbandona da giorni e giorni; infatti non faccio altro che pensare al braccio di ferro crudele e cinico tra i muscolosi protagonisti di questa Europa pavida e chiusa in se stessa: non concedere il permesso di attraccare in un porto italiano o europeo a un pugno di naufraghi, in attesa nelle acque territoriali della minuscola isola di Malta.

Fa freddo dovunque e noi cerchiamo per noi stessi un riparo, un po’ di calore e qualche comodità che ci faciliti la vita. Ma ciò non vale per questo gruppo di persone, tra cui dei bambini. Forse perché non sto bene nemmeno io e non ho possibilità di distrarmi, ma sto toccando con mano che come persona e cittadina italiana ed europea, nata al posto giusto al momento giusto, io non conto nulla, non posso far nulla se non indignarmi, provare una gran rabbia e descrivere questo mio stato d’animo su questo blog.

Ho letto dello scatto di umanità e senso di responsabilità di alcuni sindaci, quello di Palermo in primis, e spero che si muova presto qualche giudice: assistiamo ogni giorno allo strapotere delle varie mafie, mentre si punta il dito accusatore contro il sindaco di Riace, si finge di chiudere i porti per impedire a poche decine di persone stremate di scendere dalla nave e toccare la terraferma, tra selfie e dichiarazioni sui social, terreno fertile per la propaganda politica, in vista delle prossime elezioni europee e soprattutto con un occhio alle percentuali di votanti-follower.

Non ho conclusioni da tirare, oggi questo spazio virtuale mi permette soltanto di esprimere ciò che sento e provo, in compagnia di idee minoritarie, condivise da pochi gruppi di persone. A quanto sembra…

17 risposte a “E il naufragar m’è dolce… (?)

  1. l’unica cosa di cui sono sicuro è di non avere più un’opinione sicura su nulla. Però tenere quelle donne e quei bambini su quella barca è una cosa che non si può vedere. Buonanotte.

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  2. c’è qualcosa di mostruosamente patetico nell’atteggiamento di generale chiusura dell’Europa e degli Stati Uniti. Mostruoso perchè è di un cinismo rivoltante, patetico perchè non servirà assolutamente a nulla (è una legge fisica il travaso umano dal luogo più povero al più ricco) se non a fomentare odio.
    ml

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    • Purtroppo le persone migranti sembrano essere diventate un’arma di distrazione di massa, nelle mani di chi persegue cinicamente i propri interessi politici, elettorali e di potere. Per questo diffondono a piene mani il senso di insicurezza diffudo, le paure spesso irrazionali o immotivate, non confortate dai dati, il rancore contro il resto del mondo, quando non è un vero e proprio odio (prima malamente represso) che sfocia poi in violenza (contro i giornalisti, per esempio) o in atti di razzismo (i neri, i napoletani, gli ebrei…).
      Ma come tu dici, non riusciranno a fermare fiumi di persone in fuga che vengono di fatto espulse dai loro ambienti e territori da calamità naturali, espropriazione dei terreni coltivabili, miseria e povertà, guerre intestine fomentate da potenze che agiscono per materie prime presiose per le innovazioni tecnologiche in corso.
      Inoltre non si possono far circolare in libertà solo le merci, fermando invece le persone. Lo dimostrano le migliaia di giovani, anche italiani, che aspirano a realizzarsi nel lavoro come nella vita, scegliendo – quando possono – il Paese verso cui emigrare.

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      • bastiancontrario

        Trovo spesso questo parallelo che presenta però delle differenze non di poco conto.
        La prima che balza agli occhi è la legalità con sui si fanno queste migrazioni.
        La seconda è con che carico sul paese che ci andrà ad ospitare.
        la terza, ma poi ce ne sarebbero altre, è che si emigra in un paese che necessita di manodopera e non in un paese pieno di disoccupati.

        Ieri ho sentito urlare Fo mentre diceva “li mandiamo in Libia dove li torturano…ecc.”
        Ecco, l’ignoranza e il populismo assume colori diversi evidentemente quando si dicono cose “facili”.
        queste persone partono dalla Libia, Libia che riceve i soldini dall’Europa per trattenere e fermare(?) questi migranti economici(questo sono per la stragrande maggioranza)
        Quindi, seguendo le regole del mare, li si rimanda da dove sono venuti, e che non sia una soluzione è chiaro a chiunque.
        Quello che non è chiaro è che non lo è nemmeno aprire i porti (come vorrebbero due paraculi sindaci che non sono capaci di gestire le loro città, figuriamoci che prospettive darebbero a queste persone!) e dare un’accoglienza fatta solo di parole ma che si trasformerà presto in una fregatura colossale.

        Una piccola nota, il costo del viaggio(quello completo, non l’ultimo pezzetto, il più facile che vediamo) è decisamente importante… chiedersi come facciano a pagare? Chiedersi perchè non usano strumenti legali?

        Insomma qui ci vorrebbe un’organizzazione mondiale che faccia qualcosa non per fermare ma per sviluppare, aiutare e controllare.
        Ci sono, sono piene di persone strapagate ma sono capaci solo di criticare senza di fatto fare nulla.

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  3. Pingback: BUONISMI… o politica? | Quarchedundepegi's Blog

  4. Commentare in poche parole mi è sembrato impossibile. Ho preferito scrivere un articolo… questo:

    https://quarchedundepegi.wordpress.com/2019/01/16/buonismi-o-politica/

    citando naturalmente il tuo.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

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    • Ho letto il tuo post, pieno di interrogativi com’è giusto che sia per noi comuni mortali. Personalmente sono scettica sulla possibilità reale di un accordo a livello internazionale, data la mini-statura dei leader… Mi colpiscono in questi giorni le parole di alcuni esseri pensanti, uno scrittore inglese a proposito della sconfitta della May e di Walesa dopo l’assassinio del sindaco di Danzica: siamo nelle mani di persone mediocri, divisive, pericolose e noi cittadini dovremmo “prepararci meglio al voto, mostrando più saggezza nella cabina elettorale”.
      Quanto ai migranti, non penso che si potrà continuare all’infinito questo cinico scaricabarile: esiste già il trattato di Dublino, ma non esiste ancora un’Europa federale; solo le merci viaggiano senza frontiere. E comunque secondo me (e non solo), se qualcuno è in pericolo, prima lo si soccorre, poi si discute.
      In realtà, questa è una questione complessa (da veri statisti, che non vediamo all’orizzonte), però fa guadagnare molti consensi elettorali a chi la sventola come una bandiera ideologica… distruggendo – com’è accaduto in Calabria – una realtà come Riace, un paesino morto che era tornato a vivere, accogliendo e integrando gradatamente chi si era trovato (i curdi inizialmente) a sbarcare casualmente su quelle coste.
      Ma mi fermo qui, anche se amo discutere e scambiare idee.
      Buon pomeriggio anche a te!
      Cristina

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      • È saggio quello che scrivi e assolutamente non sbagliato… però non mi hai detto cosa ne pensi del nonno che va a comprare l’eroina per i nipoti… perché non vuole affettuosamente che soffrano.
        Ormai… Buona serata.
        Quarc

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      • Del nonno che va a comprare l’eroina per il nipote penso sinceramente tutto il male possibile, io sarei molto “severa”, farei di tutto per trovare una strada per disintossicarlo, anche se è dura e lui non vuole…

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  5. Io ai miei figli ho sempre insegnato il valore dell’altro, l’enorme ricchezza che ci dona una cultura fatta di “scambi di conoscenze”, di incontri tra uomini e donne con le loro storie, ognuno con la loro specifica identità.
    Noi abbiamo il diritto di essere unici e questo diritto ci conduce al dovere di rispettare negl’altri la loro bellezza, la loro “unicità”.
    Questo è ribadito anche dalla nostra Costituzione, ma sembra che qualcuno abbia dimenticato cosa significa essere uomini, cosa vuol dire esistere!
    Ti mando un caro saluto
    Adriana

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  6. io sono così avvilita x le persone che mi circondano..mi sembrano tutti impazziti

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    • Non è un buon periodo, ma la storia è fatta di fasi ascendenti e discendenti, fasi di stagnazione in campi diversi. Ma questo modo di affrontare problematiche e situazioni complesse – semplificando e governando (si fa per dire…) con dirette sui social o con i tweet come Trump – possa durare. La Brexit insegna.
      Penso che dobbiamo aver la forza di continuare ad indignarci, di esprimerci, di collaborare con chi fa azioni che condividiamo. Non siamo una piccola minoranza e non credo molto ai sondaggi pilotati…
      Vedremo… e intanto facciamoci forza!

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