“Forse la notte è vita…”

“Della notte so poco ma di me la notte sembra sapere di più ancora, mi assiste come se mi amasse, mi ammanta di stelle la coscienza. Forse la notte è la vita e il sole la morte”.

Foto tratta dal sito web teatroecritica.net

Oggi queste parole, tratte dallo spettacolo teatrale Dopo la battaglia di Pippo Delbono, mi sono tornate in mente all’improvviso, appena ho letto la notizia della morte di Bobò, l’attore (nella foto) sordomuto e analfabeta, una figura piccola e minuta, ma potente, che non dimenticherò mai.
Lo rivedo in una delle scene di quello spettacolo, che ora mi sembra attualissima.
Allora eravamo nel febbraio 2013: Bobò avanzava lento, vestito di bianco e sventolava il tricolore, era l’immagine dell’Italia di allora, ferita e irriconoscibile nella sua identità, un’Italia che camminava a fatica, dondolando passo dopo passo, con lo sguardo fisso verso il basso.

Foto tratta da Franzmagazine

Insieme a Bobò, mi torna in mente tutto lo spettacolo, fin dalla scena iniziale, grigia e plumbea, con porte che si chiudevano sbattendo violentemente, un luogo che rimandava ad una prigione o a un manicomio, dove regnano isolamento e solitudine: fui come trafitta da alcuni ricordi personali e familiari, improvvisamente vivi e nuovamente dolorosi, con quelle voci forti e disperate di chi prova a scappare e poi torna, urla e piange, voci di donne e uomini che sembravano perdersi per poi ritrovarsi, cercando le parole per comunicare tra loro le emozioni, con il corpo, con i suoni e con la danza.

La foto è tratta dal sito web “Il Cittadino Online”

Senza opporre alcuna resistenza, quella sera mi misi in viaggio lungo una strada che Pippo Delbono conosceva bene per esperienza personale, non ero più soltanto una spettatrice ma vivevo la sequenza dei quadri, provando emozioni fortissime. Corpo e mente totalmente coinvolti da ciò che accadeva sul palcoscenico: ricordo ancora oggi che ci fu un momento in cui provai il bisogno prepotente di unirmi alla danza delle tre donne in rosso che con Pippo Delbono si muovevano sulla scena sempre più velocemente, talvolta in modo parossistico e scomposto, mentre la musica si faceva via via sempre più forte. E davanti a un mare in tempesta rivedo la figura di Delbono che con le braccia verso l’alto urlava “stiamo naufragando”…

Pippo e Bobò
Foto di Karine de Villers e Mario Brenta

Anche oggi siamo alle prese con dolorosi naufragi, quelli di centinaia di persone in fuga dall’orrore e quello delle nostre idee di umana solidarietà.
In quello spettacolo Delbono raccontò la storia del suo incontro nel manicomio di Aversa con Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò, l’uomo senza voce, condannato al silenzio, che tuttavia riusciva sulla scena a comunicare con tutto il suo corpo e con le espressioni stralunate del suo viso, un piccolo grande uomo, che avanzava barcollando, incerto ma ipnotico, bellissimo e poetico, nella sua drammaticità. Era in ogni spettacolo l’alter ego di questo grande drammaturgo, fuori dagli schemi.
La sua morte improvvisa mi ha riportato indietro di sei anni, ma oggi capisco molto di più il senso delle parole citate in apertura: “Forse la notte è vita…”

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14 risposte a ““Forse la notte è vita…”

  1. sì, forse la vita è ciò che attraversiamo al buio.
    mi piace l’intensità con cui hai assistito e rivissuto lo spettacolo.
    ml

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    • Non mi capita spesso di ricordare bene a distanza di anni film o spettacoli teatrali, ma questo ha risvegliato in me – allora come oggi – esperienze di vita (personale e familiare) talmente forti (e purtroppo dolorose) che è difficile dimenticare.
      Un caro saluto
      Cristina

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  2. Il giorno è attraversato dalla luce del sole e anche quando la notte è buia e senza stelle, a causa di nuvoloni neri, può esserci qualche fulmine che la illumina a giorno.
    È la vita che scorre tra luci e ombre, che ci porta su strade sconosciute e a volte pericolose. Eppure, come d’incanto, c’è sempre una mano pronta a stringere la tua verso la bellezza della vita che, nonostante tutto, va vissuta.
    Per questo inorridisco per la scelta crudele di far morire bambini, donne e uomini nel buio profondo del mare…

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  3. O forse la notte è solo luce velata che gioca a nascondere e a nascondersi.
    Ciao Cri
    😘

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  4. Nella notte viviamo… con il nostro vero io…persi nel grande vuoto ,non ci sono maschere…muri…divieti…egoismi,solo quell’io che aspetta di essere ascoltato..”la notte e il nostro vero vivere.
    Le tue parole solo molto vere .
    Un abbraccio.

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  5. E’ uno scritto splendido, struggente, che mi ha profondamente emozionato riportandomi a rivivere quel grande Uomo, quel grande dono della mia vita, che ho raccontato nel mio post “Ciao ti presento te stesso”…
    La figura di uno psichiatra che mi ha donato testimonianze profonde dell’essere veri Uomini e vere Donne
    un abbraccio forte!
    Adriana

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    • Sai cara Adriana, mi sono nuovamente e profondamente emozionata anch’io al ricordo di quello spettacolo fortissimo, in cui si creò un circuito di emozioni tra palco e platea. In alcune scene ho rivisto la vita e certe esperienze vissute in famiglia, un miscuglio di rabbia, forza dirompente, allegria disperata e dolore, talvolta completamente muto.
      Ti saluto caramente 😘
      Cristina

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  6. L’anno scorso ho visto Bobo qui, ad Anzola, Pippo del Bono ci ha raccontato la sua storia con lui. Una grave perdita. Grazie di raccontqarlo.

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