Archivi categoria: Buone notizie

Le rarissime buone notizie che talvolta pubblicano i giornali.

Una città per tutti, anziani compresi. Ma quando?

torino smart city

 

Gli anziani oggi amano vivere nei centri urbani, che offrono servizi, centri ricreativi e quindi possibilità di impiegare tutto il tempo a disposizione.

Però più gli anni aumentano, più diventa difficile vivere le nostre città, piene di traffico, con moto che ti sfiorano all’improvviso e biciclette controsenso; si cerca di attraversare velocemente una strada, ma già a metà percorso scatta il rosso mentre le macchine rombano impazienti; cammini lentamente attento a non inciampare, ma i marciapiedi sono dissestati e pieni di pericoli, tanto che ti sembra di attraversare un percorso di guerra.

Un’inchiesta de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi rivela che molti over65 non riescono a salire sugli autobus a causa delle pedane troppo alte, oppure quando ci riescono trovano tutti i posti a sedere occupati e se rimangono in piedi rischiano alle curve di trovarsi con le ossa rotte. Ed è per questo che molti anziani riducono i loro spostamenti, escono sempre più raramente e si ritrovano, come diceva mio padre nell’ultimo periodo della sua lunga vita, agli arresti domiciliari

anziano con bastone

 

Oggi però qualcosa sta cambiando, anche perché gli anziani aumentano sempre di più. L’indagine Smart Cities and The Ageing Population (Univ. di Oulu, Finlandia) ci dice infatti che nel 2030 il 25% della popolazione europea compirà 60 anni.

Sono tante le idee e i modi per rendere le città più confortevoli agli over 60 e alcuni suggerimenti arrivano dall’Age-Friendly Cities project: panchine confortevoli, percorsi fitness ad hoc, parchi senza gradini.

A Barcellona per esempio è stata premiata un’applicazione, fornita dal Comune e molto facile da usare, che riunisce più tecnologie in una sola: invece di ricordare password ed imparare l’uso di più strumenti, all’anziano basta un tocco per rintracciare ovunque i familiari lontani.
Interessante anche il progetto di Varsavia, il Virtual Warsaw, che prevede di installare su semafori e arredi urbani vari sensori per inviare al telefono degli utenti (anziani, ipovedenti) informazioni utili a muoversi per strada in sicurezza e libertà. E che dire di una buona pratica già diffusa a Stoccolma, dove negli iPad caffè s’insegna l’uso del Tablet ai senior?
A Manchester, si prevede l’installazione di sedie in vari punti della città e sopratutto anche all’interno dei negozi di quartiere, il che consente non solo ai clienti più anziani di riposarsi, ma anche di offrire loro uno spazio confortevole dove scambiare quattro chiacchiere con i vicini. Stessa cosa vale per le fermate degli autobus, spesse prive di panche o con sedute nella maggior parte dei casi inadatte ad una popolazione anziana. Il progetto prevede invece la messa a disposizione di sedute progettate in modo adeguato: né troppo basse né troppo alte, sufficientemente larghe, dotate di braccioli che aiutano ad alzarsi o sedersi e anche di elementi funzionali, come il posto dove riporre l’ombrello piuttosto che ganci per fissare guinzagli dei cani.

Anche Lione ha avviato un servizio di trasporto pubblico, il cyclopousse, interamente dedicato alla popolazione anziana, che può usufruire di ‘giovani pedalatori’ per essere trasportata in giro per la città. Una sorta di taxi eco-sostenibile e a prezzo calmierato.

cyclopousse

 

 

Intanto nei laboratori di alcune aziende (la Ideo a Palo Alto in California ha assunto una 91enne) si coinvolgono gli anziani per conoscerne aspettative ed esigenze, per testare prototipi e risolvere le difficoltà che incontrano nell’adozione delle nuove tecnologie: ad esempio interfaccia poco chiara, istruzioni lunghe, linguaggio criptico e caratteri troppo minuscoli dei testi.

Insomma, siamo di fronte ad una bella sfida per le nostre città, che potrebbero trasformarsi da giungle urbane ostili in luoghi più amichevoli per chi invecchia. Anche in Italia qualcuna si muove, ma molto più timidamente…

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Genesi, una lettera d’amore

Dal 1° febbraio Venezia propone una mostra che vorrei tanto visitare, il progetto grandioso di Sebastião Salgado che attraverso le sue foto vuole mostrare “il piacere che si prova stando a contatto della bellezza della natura” invitandoci ad amarla e a salvaguardarla, cambiando i nostri comportamenti.

Genesis-Sebastiao Salgado

Si tratta di Genesi, “una lettera d’amore scritta alla terra con la macchina fotografica”. Ho dato uno sguardo alle foto maestose di certi paesaggi, sollecitata da un articolo di Repubblica, sono tutte foto in bianco e nero, che mi attira molto più del colore. Mi spinge infatti ad osservare meglio i particolari, forse perché l’immagine è più lontana dalla realtà.

SALGADO-superJumbo

Ho letto l’intervista a quest’uomo quasi settantenne, un economista che è diventato un artista, con progetti che lo hanno visto in giro per il mondo come un nomade, sempre attento e partecipe delle realtà sociali e culturali in cui si trovava immerso con la sua inseparabile Lélia Wanick, sua moglie e compagna di vita, di affetti, di lotte, anche di esilio, compagna di progetti, di lavoro e di avventure.

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“Non volevo fotografare la natura – dice Salgado – come un antropologo o un reporter tradizionale. M’interessavano invece le emozioni e il piacere di un viaggio durato otto anni attraverso alcuni dei luoghi più belli e isolati del pianeta.
(…) Durante tutti questi anni, il vero viaggio è stato dentro me stesso. Per conoscere l’altro da sè occorre conoscere se stessi. (…) Nelle mie foto c’è tutta la mia vita, le mie idee, la mia etica.  (…) Davanti al dolore e alla sofferenza, mi è capitato spesso di non riuscire a fotografare, perché troppo scosso dalle emozioni. Mi sembrava più importante prendere in braccio un bambino morente e correre a cercare un medico. Altre volte di fronte alla violenza e all’umiliazione, mi sono vergognato di appartenere al genere umano e mi sono messo a piangere”.

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Il Grillo svela lentamente il suo volto

Elezione del presidente del Senato.

Il primo anatema del comico e neocapo-partito Beppe Grillo contro un pugno di neo-eletti del suo movimento, che si sono permessi di essere persone libere!

grillo

Alcuni neo-senatori del M5S infatti, messi di fronte alla scelta di due persone così diverse per statura morale e per storia personale, l’ex-procuratore antimafia Aldo Grasso e l’ex-presidente del Senato Renato Schifani, hanno interpretato secondo me nel senso più corretto il loro nuovo ruolo, “senza vincolo di mandato” secondo la nostra Costituzione.

Hanno votato per Aldo Grasso e sono stati determinanti per la sua elezione. Bravi! Chi li scomunica, dimostra settarismo, mala fede e spirito autoritario. Penso che la valanga di voti al M5S sia un mandato pieno per il rinnovamento profondo della politica.
Rivedere Schifani alla presidenza del Senato, seconda carica dello Stato, non era esattamente ciò che si attendevano coloro che hanno votato per il movimento, con buona pace del suo  ‘capo supremo’ che vuole mantenere gli eletti legati al suo giogo, in nome di una palingenesi futura…

Il Milan reagisce ai cori razzisti. Finalmente!

Dopo quasi 30 minuti di cori razzisti, una squadra blasonata come il Milan ha il coraggio di abbandonare il campo di Busto Arsizio, in segno di protesta. E’ stato Allegri, l’allenatore, a far rientrare i suoi giocatori negli spogliatoi. Bravo! Questa sì che è una bella notizia.
Finalmente una reazione al dilagare di certi gruppi “politici” (non sono solo tifosi) che fomentano le curve e si organizzano per avere visibilità e dare una dimostrazione della loro forza.

Boateng
Kevin Prince Boateng, uno dei giocatori presi di mira, stanco degli ululati che dall’inizio partita sottolineavano le sue azioni, ha deliberatamente scagliato il pallone in tribuna con tutta la rabbia che aveva in corpo e non è stato lì a sentire le rimostranze dell’arbitro. Si è tolto la maglia dirigendosi verso lo spogliatoio, seguito dai suoi compagni di squadra.  Ha finalmente squarciato l’ipocrisia di questo mondo del calcio inquinato, purtroppo non solo in Italia. Questa volta si è trattato di un’amichevole, ma spero che questo gesto forte e simbolico non rimanga isolato.

La (buona) notizia del giorno

Leggo i quotidiani ogni giorno, sempre meno e con fatica sempre maggiore. Pagine e pagine dedicate in modo martellante ai temi dell’economia, lo spread che non scende e la speculazione in agguato, la legge anti-corruzione che non fa passi avanti (chi si illude?), i partiti che con le stesse facce di sempre non riescono a disegnare un futuro per questa Italietta (il Pd che si divide anche sui diritti civili), nessuna intesa su una nuova legge elettorale.

Vado alla ricerca di buone notizie, di fatti che possano aprirmi il cuore all’ottimismo. Ma non è così facile.
 
Oggi finalmente leggo: “Non lavoriamo per l’industria bellica” – Il gran rifiuto dell’azienda in crisi.
Possibile? Non solo, ma datore di lavoro e lavoratori in difficoltà che discutono e poi decidono a maggioranza!
Si tratta di una piccola impresa artigiana toscana (di Pisa) che ha rifiutato una commessa da ben 30.000 €, pacifismo concreto, mica chiacchiere…
“Non ce la sentiamo – scrive infatti l’imprenditore Valerio Morellato – di mettere le nostre competenze al servizio di un’opera che potrà sviluppare tecnologia bellica”.

Finalmente una buona notizia, in cui l’etica conta ancora e più del profitto. Non sembra vero, anche perchè hanno votato a favore del ‘no’ giovani operai con famiglia, mutuo da pagare e in cassa integrazione, non gente con la pancia piena!

Ecco, mi ci voleva una lettura come questa per alimentare un po’ di speranza in un futuro collettivo che mi appare buio e incerto, privo di grandi idee che possano far rinascere identità e passione civile, voglia di protagonismo ed impegno per superare questa lunghissima crisi.