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E il naufragar m’è dolce… (?)

Se il grande Giacomo Leopardi fosse un nostro contemporaneo, forse correggerebbe lo splendido verso de L’infinito, anche se il suo era il mare di verde che poteva abbracciare con il suo sguardo.

Questo verbo non mi abbandona da giorni e giorni; infatti non faccio altro che pensare al braccio di ferro crudele e cinico tra i muscolosi protagonisti di questa Europa pavida e chiusa in se stessa: non concedere il permesso di attraccare in un porto italiano o europeo a un pugno di naufraghi, in attesa nelle acque territoriali della minuscola isola di Malta.

Fa freddo dovunque e noi cerchiamo per noi stessi un riparo, un po’ di calore e qualche comodità che ci faciliti la vita. Ma ciò non vale per questo gruppo di persone, tra cui dei bambini. Forse perché non sto bene nemmeno io e non ho possibilità di distrarmi, ma sto toccando con mano che come persona e cittadina italiana ed europea, nata al posto giusto al momento giusto, io non conto nulla, non posso far nulla se non indignarmi, provare una gran rabbia e descrivere questo mio stato d’animo su questo blog.

Ho letto dello scatto di umanità e senso di responsabilità di alcuni sindaci, quello di Palermo in primis, e spero che si muova presto qualche giudice: assistiamo ogni giorno allo strapotere delle varie mafie, mentre si punta il dito accusatore contro il sindaco di Riace, si finge di chiudere i porti per impedire a poche decine di persone stremate di scendere dalla nave e toccare la terraferma, tra selfie e dichiarazioni sui social, terreno fertile per la propaganda politica, in vista delle prossime elezioni europee e soprattutto con un occhio alle percentuali di votanti-follower.

Non ho conclusioni da tirare, oggi questo spazio virtuale mi permette soltanto di esprimere ciò che sento e provo, in compagnia di idee minoritarie, condivise da pochi gruppi di persone. A quanto sembra…

Io ho un sogno… Verso le elezioni #1

25 maggio: fra poco meno di due mesi altra tornata elettorale: a Bari come in altre città si voterà per amministrative ed europee. “Il popolo (!) alle urne”.

Finalmente al lavoro grafici disoccupati, comunicatori in crisi di astinenza, tipografi che stavano per chiudere, pubblicitari e torme di ragazzi pronti per raccattare qualche spicciolo col volantinaggio. Saracinesche desolatamente abbassate saranno rialzate per ospitare i comitati elettorali, insomma gireranno un po’ più di denari. Allegria!

In TV e sulla stampa redazioni politiche al lavoro, pronte a sfornare parole, tante tante parole, a pubblicare bozze di programmi, buone intenzioni a più non posso, polemiche e – potrebbero mai mancare? – la valanga di promesse sempre più roboanti. Sembra una gara a chi la spara più grossa!

faccina ammaccataIntanto nel gran circo mediatico della politica, tra propaganda e demagogia, si aggirano cittadini arrabbiati, diffidenti e disincantati, sempre più storditi dal mare di opinioni che oscurano i fatti (se e quando ci sono), cittadini rassegnati (ma non troppo) sballottati da un populismo all’altro.

Certo c’è ancora qualche mosca bianca, qualcuno che non grida, ma si ostina a parlare (“pacatamente” direbbe Veltroni…) e a voler ragionare, tentando di far capire la complessità dei problemi la cui soluzione non è dietro l’angolo.
Ma come riuscire ad ascoltarlo, a fargli un po’ di spazio in questo stato di conflittualità permanente, in cui è precipitata la politica italiana da un po’ di anni a questa parte?

Io non aspiro a uno stato di quiete, ci mancherebbe altro, il conflitto – quello vero, serio e onesto – è importante, serve a capire i diversi punti di vista, ma ormai sempre più spesso il conflitto viene usato strumentalmente per riempire l’aria di rumore, di voci gridate che si accavallano tra loro, che ci allontanano dal mondo in cui noi faticosamente viviamo, riducendo la realtà a una batteria di slogan ad effetto, puntualmente rilanciati a catena dai media.
I talk show invitano il personaggio più telegenico, quello che buca lo schermo, aggressivo ma di bella (si fa per dire!) presenza, insomma chi fa audience! E noi siamo lì destinatari ogni santo giorno della stessa noiosissima pappa politica,
confusi e sempre più disorientati.

faccina confusaChi ha ragione e chi ha torto? Qual è la soluzione più efficace per risolvere un problema? Ping pong di dati, statistiche a go-go, numeri e percentuali, fonti di tutto rispetto (in inglese, of course), citate con granitica sicurezza dal personaggio di turno, con lo guardo complice rivolto al telespettatore medio.
Che però intanto, armato di telecomando, ha già da tempo cambiato canale!!!

Andiamo a grandi passi verso le elezioni: ed io ho un sogno!
Che aumentino a dismisura i cittadini capaci di spegnere la TV (almeno per un po’), di consultare fonti alternative di informazione, cittadini che s’incontrino tra di loro dopo aver studiato i problemi da affrontare e che discutano serenamente per individuare soluzioni da proporre.
Sogno che aumentino coloro che nelle istituzioni siano capaci di ascoltarli (soprattutto dopo le elezioni), di far tesoro delle idee e delle proposte che vengono dal basso (si dice così, vero?) e di risolvere finalmente problemi che si trascinano da un decennio all’altro.

Sogno un mondo di cittadini che leggano più libri e giornali, più aperti a soluzioni innovative, più maturi e consapevoli del loro potere, sogno un mondo in cui gli eletti si rimbocchino le maniche e senza perdersi in chiacchiere si mettano al lavoro, non dimenticando che sono lì per farci vivere meglio, che sono lì perché noi li abbiamo scelti, “eletti” appunto!

 

 

Elezioni politiche -24

“COS’E’ TRAGEDIA E COS’E’ COMMEDIA,
LO SI VEDRA’ COL TEMPO”
Pensieri spettinati, Stanislaw J. Lec

"Più piccoli sono i cittadini e maggiore sembra l'impero". (S.J.L.)

“Più piccoli sono i cittadini e maggiore sembra l’impero”. (S.J.L.)